Recensione – La Città di Ottone di S. A. Chakraborty

Genere: Fantasy
Serie: “Daevabad”
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Pagine: 528

Città di Ottone è il primo volume di una trilogia Fantasy, “Daevabad”, scritta da S. A. Chakraborty edita da Mondador per la collana Oscar Fantastica. La serie comprende; Città di Ottone (3 Giugno), The Kingdom of Copper (Eng 2019) e The Empire of Gold (Eng 2020).

“EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.”


“Ci vuole tempo per arrivare alla grandezza, Banu Nahida. Spesso le cose più possenti hanno gli inizi più umili.”

Città di Ottone è il primo capitolo di una nuova entusiasmante e “folkloristica” serie Fantasy, i cui diritti sono appena stati acquisiti da Netflix per farne una serie TV. Se siete orfani di Rebel e appassionati della serie in traduzione de Il Dominio del Fuoco, non potete farvi scappare questa storia esotica (allert sono serie differenti, il mio citarle è giusto per un inquadratura generale). Ci troviamo al Cairo dove incontriamo Nahri, una giovane ladra che da sempre sfrutta il suo dono, tramite dei riti, per guadagnarsi da vivere e truffare la gente. Un dono davvero singolare e speciale, quello di localizzare/individuare il dolore delle persone e saperlo sanare. Durante uno di questi riti invoca accidentalmente Dara, un soldato Jinn che capisce fin dal primo contatto con Nahri, quanto sia speciale e unico il suo dono. Sotto consiglio del guerriero intraprendono un lungo viaggio verso la misteriosa Città di Ottone, Daevabad per avere delle risposte sulle capacità della ragazza. Nella città, popolata da diverse tribù di djinn brutalmente sfruttati, il destino della nostra protagonista si incrocia con quello di Ali secondogenito del re, ragazzo molto intelligente, altruista e dedito alla salvaguardia delle diverse culture e popoli che abitano la Città, tutto contro il volere del padre. A Daevabad tra Nahri e Ali nasce un’alleanza e una lotta contro diversi intrighi politici, insieme scopriranno che la ragazza è l’ultima discendente di una portentosa famiglia di guaritori. Il re venuto a conoscenza di questa incredibile scoperta coglie a suo vantaggio, costringendo il figlio Ali a formare un legame con la ragazza per porre fine ai suoi problemi e le ribellioni delle varie razze. Lo stile di scrittura dell’autrice è molto valida nonostante sia un romanzo d’esordio. Una storia molto intrigante, le prime pagine sono davvero interessanti in quanto sono dedicate all’incantevole worldbuilding e alla magia presente. Le descrizioni sono accurate nel dettaglio senza mai risultare eccessive, la vera avventura e l’azione del racconto iniziano con la seconda metà del libro. I due protagonisti mi sono piaciuti molto; Nahari una ragazza determinata, avida di conoscenza e in continua discussione. Ali, sempre molto propenso e altruista verso gli altri. Non potevano mancare le molteplici creature/razza/divinità/popoli, i colpi di scena e un finale da mandibola al pavimento. Mi sono sentito molto legato a questa storia in quanto Nahri ha il dono di scoprire la fonte di dolore di una persona e guarirla, questo è il mio lato infermieristico che viene fuori.

Consigliatissimo, un Fantasy arabeggiante dal profumo esotico ricco di magia e folklore. DA NON PERDERE.

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