Recensione – Un altro giorno Insieme di Matteo Losa

Genere: Narrativa YA
Editore: Mondadori
Pagine: 384

Un altro giorno insieme è un romanzo di Narrativa YA, scritto da Matteo Losa, edito Mondadori.

“Giovanni – ma preferisce essere chiamato J – ha diciotto anni e vorrebbe una vita normale. Ne ha abbastanza dei continui controlli, delle visite in ospedale, dei progetti a breve termine-perché-chissà-quanto-tempo-gli-concederà-ancora-la-malattia. Per una volta tanto, vorrebbe lasciare da parte il dolore che si abbatte sulle sue giornate come la pioggia sulle strade di Londra. Per una volta tanto, non vorrebbe più pensare alle cose di cui ha nausea, ma a quelle di cui ha fame. Anche Barbara – odia quando la chiamano Barbie – ha diciotto anni. E non è mai uscita con un ragazzo. Potrebbe essere la zitella più giovane del mondo, lo sa bene. Ma sa bene anche che se hai dei sogni alti, ti ci devi dedicare con tutta te stessa – almeno questo le ripete sempre suo padre, primario nell’ospedale in cui è in cura J. Per ragioni diverse, si sentono entrambi profondamente soli. E, quel che è peggio, entrambi sono convinti che il loro destino sia osservare immobili le vite degli altri. Poi un giorno si incontrano, per caso. Bevono un caffè e un mezzo cappuccino insieme. Si piacciono, eppure, alla fine, ognuno dei due va per la sua strada. Una piccola crepa, però, seppur ancora impercettibile, inizia a formarsi nelle loro esistenze sempre uguali. Quando si rivedono, mesi dopo, J e Barbie non commettono lo stesso errore. Questa volta decidono di rimanere. Dopo tutto, quando capisci che stare con una persona ti rende la vita luminosa come l’alba, è inevitabile volerla accanto, e provare a entrare nel suo mondo. Anche se è difficile comprenderla, visto che sembra il tuo esatto opposto. Anche se è difficile lasciare andare le vecchie abitudini, le vecchie paure. Anche se tutto, il tempo soprattutto, sembra essere contro di te, di voi. Ma niente, proprio niente è impossibile per due cuori che battono emozionati per il loro primo amore. L’importante è guardare nella stessa direzione e camminare, insieme. Un giorno alla volta.”

Matteo Losa era un giornalista, scrittore e fotografo milanese. Scrivo “era” perché dopo una lotta durata più di 10 anni, il 6 agosto 2020, e venuto a mancare. Di tutti gli articoli e i progetti che ha realizzato, sicuramente i più strabilianti sono stati #FiabeControilCancro, un fundraising con l’Airc (l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro),il suo raccontare sulla sua pagina Facebook “Fairitales” giorno per giorno le sue avventure e, ovviamente, la stesura di questo romanzo, romanzo che grazie ad un’Amica (grazie! ♥️) mi è finito tra le mani.

Con una penna semplice, scorrevole e incalzante “Un altro giorno insieme” si presenta già dalle prime pagine per quello che è: un romanzo intenso, profondo, doloroso e, a mio parere, il romanzo di cui non sapevamo di avere bisogno. Perché? Per due semplici motivi. Il primo e rivolto a chi come J. e come Matteo sta vivendo o ha vissuto un destino simile. Perché ritrova in quelle pagine non una storia, ma la propria storia, non un racconto verosimile ma la testimonianza di una malattia vissuta sulla propria pelle. E scopre che, anche se il buon Jack Shephard ci insegna che “si vive insieme, si muore da soli” e che ognuno vive a modo suo e solo suo il proprio dolore, soli infondo infondo, non lo si è davvero: c’è sempre qualcuno (purtroppo) che sta vivendo la tua (quasi) stessa storia. Magari a Milano anziché in America, magari non a Parigi ma in Abruzzo, ma c’è. Il secondo è rivolto a chi come me ha avuto la fortuna è la Grazia di vivere questo destino solo da spettatore o di affiancare, per breve o lungo tempo che sia, qualcuno alle prese con la malattia. Non importa se siate o siate stati infermieri come me, medici, amici, famigliari o fidanzati. Lo sguardo che Matteo ci racconta, il punto di vista che trapela dalle pagine, sono per chi resta e per chi sta affianco, un qualcosa di unico, uno sguardo privilegiato, anche se al sapore dolceamaro. Ma veniamo al libro. I personaggi sono semplici e comuni ma mai banali. J. e Barbara sono l’archetipo di tutti i giovani: progettano, sognano, hanno passioni e fisse (vogliamo spendere due parole sui riferimenti nerd e pop che costellano qua e là il romanzo? Io, innamorato) desiderano, cercano e vogliono amori da batticuore, si incazzano, si sentono soli, abbandonati, incompresi. Nella loro semplicità racchiudono tutti noi. La storia (se finita bene o male non ve lo dico), non è niente di nuovo o di innovativo, ma è scritta molto bene. Prende i visceri, accappona la pelle, fa commuovere, incanta, stupisce e poi SBAM, ti atterra con un pugno secco nello stomaco, in una continua altalenante montagna russa di emozioni. La scrittura, per lo più fatta di descrizioni semplici e dialoghi fluidi, alternati da sms su wtsApp, è concreta: poco fumo e tanto arrosto. E cosi, sicuramente era anche Matteo. Perché dopo aver letto “Un altro giorno insieme” non ho potuto non andare a spulciare quegli altri progetti di cui ho parlato inizialmente. E mentre tiravo le somme di tutto, spulciavo la pagina Facebook, leggevo le risposte su Instagram, concludevo il romanzo e ascoltavo interviste, in mente avevo solo un pensiero; Questo ragazzo aveva forza e coraggio da vendere, un vero GUERRIERO. Bravo Matteo <3. (un consiglio spassionato, fate un salto sui suoi social!!!).

Ringrazio Mondadori per portare storie/testimonianze come queste nelle nostre case. Ringrazio l’Amica che mi ha regalato questo libro, è un po’ diverso dalle storie che leggo solitamente, sicuramente perché di sofferenza ne vivo già abbastanza, ma ancora una volta sono convinto che IL BELLO VA CONDIVISO.

PS. Com’è piccolo il mondo, ho scoperto tramite i cugini di mio papà, che Matteo era di Inveruno (MI) che lo conoscevano e conoscono la mamma. A quest’ultima, mando un maxi abbraccio di forza e coraggio.

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