Recensione – Shadowhunters. Il libro Bianco Perduto di Cassandra Clare

Genere: Urban Fantasy
Serie: “The Eldest Curses”
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 360

Il Libro Bianco Perduto è il secondo romanzo della serie Fantasy YA, “The Eldest Curses” scritta da Cassandra Clare e Wesley Chu edito da Mondadori per la collana Chrysalide. La serie comprende; La Mano Scarlatta (2019), Il Libro Bianco Perduto (2020) e “The Black volume of the Dead” (2021 Eng).

“Tutto sembra procedere anche troppo bene per Magnus Bane e Alec Lightwood, quasi sorpresi per la quiete e la felicità che la vita sta regalando loro, freschi genitori di Max, un bambino stregone di nemmeno un anno. Per sgretolare l’idillio, però, è sufficiente che due vecchie conoscenze di Magnus irrompano nottetempo nel loro bellissimo loft newyorchese, feriscano al petto lo stregone con un’insolita arma e rubino il Libro Bianco, la raccolta di incantesimi più potente in circolazione. A quel punto, Magnus e Alec non hanno scelta: sanno che devono tentare il tutto per tutto per riprendersi il prezioso volume. E per farlo saranno costretti a seguire i ladri fino a Shanghai. Prima, però, dovranno chiamare rinforzi e soprattutto… trovare una babysitter. In loro aiuto accorrono subito Clary, Jace, Isabelle e Simon Lovelace, da pochi mesi uno Shadowhunter a tutti gli effetti. Una volta a Shanghai, però, il sestetto si rende subito conto che una minaccia ancora più oscura li sta aspettando. E che, poiché i poteri di Magnus, a causa della ferita subita la notte del furto, stanno diventando sempre più instabili, potrebbero non essere capaci di arrestare l’avanzata dei demoni nella città. E se fosse davvero così, potrebbero essere costretti a seguirli fino al loro luogo d’origine, il regno dei morti. Ce la faranno Magnus, Alec e i loro amici a fermare la minaccia che si sta dispiegando sul mondo? E, soprattutto, riusciranno a tornare a casa prima che Max faccia impazzire la mamma di Alec?”

“«E perché Shinyun dovrebbe perseguitare Tessa?» Jem lo guardò con stupore. «Be’… perché lei è un’antica maledizione, ovvio. Come te.» Lui sbatté le palpebre, confuso. «Vuoi dire, perché è figlia di un Principe dell’Inferno? Come me?»”

Come si evince dalla quarta del libro il nostro fantastico team dei MALEC , Magnus e Alec, si recano a Shanghai alla ricerca del Libro del Bianco. Abbiamo la possibilità di intravedere ciò che accade nell’Istituto di Shanghai e conoscere le persone che lo gestiscono, compresi i discendenti di Jem (uno dei quali apparentemente ha una caratteristica ben nota nei suoi lineamenti). L’avventura questa volta però porta con sé altri personaggi familiari che tutti abbiamo imparato ad amare nei libri passati dell’autrice, vedere di nuovo Jace, Clary, Isabelle e Simon è stato qualcosa di incredibile. Anche se sono molto più presenti tranquilli, il focus non si sposterà più di tanto dai Malec. La storia passa da Magnus ad Alec piuttosto facilmente e senza confusione, poiché è stata raccontata in terza persona dell’autrice, e funziona come sempre alla perfezione. Questo dà ai lettori la possibilità di capire cosa pensano Magnus o Alec, e talvolta gli altri personaggi, senza rivelare troppo. Per coloro che se lo stanno chiedendo, sì, ci sono altri personaggi familiari che si fanno strada nella storia e incrementano la gioia e il piacere di leggere questo libro. Uno di loro è in realtà una parte importante della storia, e per coloro che si sono innamorati di questo personaggio ne “Le Cronache di Magnus Bane”, preparatevi alla ricaduta. Un altro personaggio che ci viene riproporto, e che non dovrebbe essere una sorpresa per molti, è il rubacuori cinese-britannico Jem Carstairs (team Jem). Anche se sappiamo molto su di lui dalla trilogia “The Infernal Device – Le Origini”, l’autrice ribadisce la sua storia di fondo su ciò che è successo a lui e ai suoi genitori prima che arrivasse all’Istituto di Londra e come si collega a ciò con cui Magnus e Alec hanno a che fare in questo storia. Oltre alle scene d’azione e di suspense tipiche “alla Shadowhunters”, ho molto apprezzato la quotidianità dei MALEC, sono una bellissima coppia con molte più certezze rispetto ai romanzi precedenti. Non c’è dramma, nessuna incertezza, solo tanto amore l’uno per l’altro e per i loro figli. Dopo sei libri pieni di dubbi e insicurezze, è così soddisfacente vederli insieme e felici. Lo meritano davvero tanto, il romanzo è ricco di scene “domestiche” e drammi “genitoriali”. Magnus e Alec saranno alle prese con la loro vita da genitori e al contempo la necessità di essere EROI. Adesso hanno dei figli e la loro prima responsabilità deve essere verso loro, ciò significa niente più sacrifici eroici. Non più scappare per salvare il mondo in un attimo. Non più fare tutto da soli. Non ho letto molti libri YA/NA che trattino questo genere di cose, quindi è stato davvero interessante vedere cosa succede quando gli eroi diventano genitori mentre il mondo ha ancora bisogno che siano eroi. Il secondo libro aiuta anche a mostrare quanto più sia evidente la stesura a quattro mani; ho apprezzato molto il coinvolgimento di Chu nel dare vita a questa storia, in particolare la sua intuizione con tutte le influenze asiatiche incluse nella storia.

Nel complesso, posso dire che mi sono divertito molto a leggere questo libro. Laddove “La Mano Scarlatta” era più o meno come un antipasto nella relazione tra Magnus e Alec, “Il Libro Bianco Perduto” scava nel profondo della loro unione, come dicevo prima si basa più sulle certezze che le precedenti insicurezze lette in TMI. Per i fan degli altri libri di Shadowhunter, in particolare The Mortal Instruments, leggere questo libro è stato quasi come ritrovarsi con vecchi amici, o vedere persone care che non incontravi da tempo. Assolutamente consigliato a chi come me è team MALEC e sente la nostalgia dei vecchi personaggi, risvolti moooooolto interessanti, un tuffo nel passato.



Ringrazio Mondadori per la copia in anteprima, la conferma di grandi autori all’interno del catalogo, l’impeccabile editing e l’accuratezza dei dettagli. Grazie.

“«No. C’è dell’altro. Tessa è andata nel Labirinto non solo per nascondersi, ma per fare delle ricerche. Le antiche maledizioni non sono semplicemente i figli dei Principi dell’Inferno, sono anche i loro figli viventi più grandi d’età. Ce ne possono essere solo nove vivi alla volta, e io ne conosco appena due. Con uno ci sto parlando ora, con l’altro sono sposato.» Magnus sussultò. «Non sapevo che vi foste sposati!”

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