Recensione – Wilder Girls di Rory Power

Genere: Distopico
Serie: “Wilder Girls”
Editore: Mondadori
Collana: Fantastica
Pagine: 252

Wilder Girls è un romanzo autoconclusivo dalle svariate sfumature Distopico/Horror, YA e LGBT. Scritto da Rory Power, edito Mondadori per la collana Fantastica. Copertina e mappa di Maxime Plasse. Il romanzo in sè è un autoconclusivo ma sono diverse le voci di un continuo legato a questo capitolo, “What We Did While You Were Gone”.

“Un altro rumore dalla macchia e poi di nuovo silenzio. La strada è vuota. Io tengo il mio fucile sollevato, non si sa mai; il mirino davanti all’occhio sinistro. L’altro occhio è morto, è diventato cieco durante una crisi. La palpebra superiore si è chiusa fondendosi con quella inferiore, e sotto sta crescendo qualcosa. È così per tutte, qui. Siamo malate e strane, e non sappiamo perché”. Da quando il loro collegio è stato messo in quarantena, Hetty, Byatt e Reese, e le loro compagne di scuola, sono barricate nell’istituto, su un’isola al largo della costa americana. Un’epidemia sconosciuta, infatti, ha incominciato a diffondersi. Tutto è incominciato piano piano. Prima sono morte le insegnanti, una dopo l’altra. Poi sono state infettate le studentesse, che hanno visto trasformare i loro corpi in qualcosa di strano e alieno. Da allora è passato un anno e mezzo e le ragazze, tagliate fuori dal resto del mondo e costrette a badare a loro stesse, non osano spingersi oltre le cancellate del collegio, dato che l’epidemia si è propagata nella foresta circostante rendendola un luogo pericoloso e inospitale. Quel che sanno è che devono cercare di restare vive il più a lungo possibile, in attesa della cura che è stata loro promessa. Ma quando Byatt sparisce, Hetty decide di tentare il tutto per tutto pur di trovarla, anche se questo significa violare la quarantena e andare incontro agli orrori che potrebbero esserci oltre il cancello. Dopotutto la ragazza non ha altra scelta: Byatt è la sua più cara amica e gli amici si proteggono sempre l’un l’altro. Ma quando mette in atto il suo piano, Hetty scopre che dietro a ciò che sta sconvolgendo le loro vite c’è molto di più, più di quello che avrebbe mai potuto immaginare”.

“Alcuni giorni vanno bene. Altri quasi mi spezzano. Siamo malate e strane. E non sappiamo perché. Ce la faremo. Dimmi che ce la faremo”.

Hetty, Byatt e Reese sono tre amiche, tre sopravvissute in un collegio isolato dal resto del mondo a causa di un’epidemia. Costrette in una doppia quarantena, affamate e private di ogni contatto con il mondo esterno, le studentesse lottano per accaparrarsi il poco cibo disponibile mentre si alternano ai turni di guardia armata sul tetto dell’edificio. L’istituto si trova su un’isola e le ragazze sopravvissute non possono uscire dai cancelli della proprietà per non essere aggredite dagli animali resi folli dall’epidemia. Il Tox sembra in grado di contagiare ogni essere vivente, ne deforma i corpi portando alla follia i pochi in grado di sopravvivere alle crisi. Scava le membra, piega le ossa e striscia sottopelle divorando il corpo ospite fino a ucciderlo. Leggere Wilder Girls è stata un’esperienza davvero tosta, inutile negarlo. Fin dalle prime pagine l’autrice mi ha avvinto alla storia grazie ad uno stile narrativo altamente suggestivo che non ha mai allentato la presa. Questo romanzo non si legge solamente con gli occhi, si sente sottopelle, si respira, si vive. Le atmosfere cupe e claustrofobiche sono descritte in modo talmente vivido da apparire perfettamente reali, uno stile narrativo di tale portata è davvero di pregio e credo infatti che la giovane autrice abbia un grande potenziale, tanto da desiderare di vedere presto il seguito (in stesura) concluso. Ci sono stati attimi da brivido durante a lettura, soprattutto per uno come me non abituato all’horror, tuttavia sono riuscito ad apprezzarle, la scrittura vivida mi ha infatti messo sempre tanta voglia di girare pagina per scoprire cosa sarebbe accaduto. Le tematiche trattate dall’autrice vanno dalla resilienza al coraggio, dalla fiducia all’amore. La lettura ha dato ottimi spunti di riflessione, in piena pandemia mi sono sentita forse ancora più partecipe. Resilienza e coraggio sono doti che non sempre sappiamo di possedere ma è nei momenti come questo che dobbiamo chiamarli a raccolta e sfoderarli. Le tematiche trattate dall’autrice vanno dalla resilienza al coraggio, dalla fiducia all’amore. La lettura ha dato ottimi spunti di riflessione, in piena pandemia mi sono sentita forse ancora più partecipe. Resilienza e coraggio sono doti che non sempre sappiamo di possedere ma è nei momenti come questo che dobbiamo chiamarli a raccolta e sfoderarli.

La carta vincente di “Wilder Girls” è senz’altro l’atmosfera – onirica, schizoide, sovversiva, inquietante – che vanta l’innegabile virtù di riuscire a trasmettere appieno il senso di disagio costante, di ansia, di inadeguatezza, di prigionia e pericolo incessante. Adatto a tutti gli amanti dei romanzi Distopici (niente ansia legata alla Pandemia!).

Come sempre ringrazio Mondadori per la copia fornita in anteprima, l’accuratissimo editing, la decisione di mantenere la copertina originale, ancora una volta la presenza della mappa e il reclutamento di una nuova valida autrice tra le schiere della casa editrice.

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