Recensione – Il Paese del Buio di Melissa Albert

Genere: Dark Fantasy
Serie: “Hazel Wood”
Editore: Rizzoli
Collana: Ragazzi
Pagine: 272

Il Paese del Buio è il secondo romanzo della serie “Hazel Wood” scritto da Melissa Albert ed Edito Rizzoli. La serie comprende; Oltre il Bosco, Il Paese del Buio e una antologia di racconti “Tales from the Hinterland”.

“Alice è scappata dal mondo fiabesco di Hazel Wood, e ora lei e gli altri abitanti dell’Oltremondo sono sbarcati a New York, alla ricerca di una vita non magica. Ma condurre un’esistenza totalmente umana non è semplice per Alice. Come si dice, si può togliere Alice dall’Oltremondo, più difficilmente l’Oltremondo da Alice. Ci riuscirà? Non sarà facile: dovrà scoprire chi è a uccidere e mutilare i profughi del suo vecchio mondo, affrontare un potentissimo vecchio nemico, fare i conti con la propria doppia (anzi, tripla) identità, e ultimo ma non ultimo salvare – con il sempre provvidenziale aiuto di Ellery Finch – il nostro povero mondo reale.”

“Questa era magia, e non era benigna. Era un mondo che volevo dimenticare, una notte che non riuscivo a ricordare e un dono oscuro pronto a strangolarmi. L’Oltremondo mi stava attirando, soffiandomi il fiato in faccia, avvolgendomi le dita intorno alla gola.”

Buongiorno amici lettori, ben ritrovati a parlare di questo inquietante ed oscuro secondo capitolo della serie “Hazel Wood”. Ultimamente mi capita di leggere sempre più spesso sequel con un tono o un’atmosfera diversi rispetto ai capitoli precedenti. E’ proprio questo che mie è capitato di notare leggendo IL Paese del Buio, ho adorato Oltre il Bosco (primo capitolo), questo romanzo va ancora più in profondità in un territorio decisamente più oscuro. Ci sono stati diversi cambiamenti che hanno migliorato l’atmosfera e i personaggi, rendendo la storia ancora più gradevole.

Il Paese del Buio ci riporta alla storia di Alice Proserpine, una volta chiamata “Tre volte Alice”, una principessa di un regno fiabesco noto come Oltremondo. Con l’aiuto del suo amico Ellery Finch, è riuscita a sfuggire alle grinfie dell’Oltremondo per tentare di vivere da mortale nel cuore di New York City. Tuttavia, l’ombra proiettata dalla sua enigmatica nonna è lunga, e per Alice e gli altri sopravvissuti che sono stati coinvolti, le cose non saranno mai più le stesse. Alice, per esempio, sta scoprendo che vivere una vita del tutto normale e non magica è più difficile di quanto pensasse, per non parlare del fatto che qualcuno è anche là fuori a dare la caccia agli ex abitanti dell’Oltremondo, uccidendoli in un modo orribile e raccapricciante. Nel frattempo, Finch si ritrova a vagare per numerosi sentieri e le vaste dimensioni dell’altro mondo, navigando tra i suoi misteri e tentando di svelare i suoi numerosi segreti. È determinato a tornare da Alice, mentre cerca di dare un senso alle cose strane che incontra in questo mondo in cui il tempo passa in modo diverso e si comporta in modi bizzarri. Durante il suo viaggio, apprende di un luogo chiamato Il Paese del Buio, che potrebbe essere la chiave per comprendere Alice e riunirsi con lei.

Con una narrazione che si alterna tra i diversi PoV di Alice e Finch, il tono di “Il Paese del Buio” è più lunatico e molto più accattivante ora che i due sono per lo più separati. Il loro cammino non si ricongiunge fino quasi alla fine, quando la trama culmina in uno sbalorditivo climax e conclusione. Fino a quel momento, tuttavia, ci sono ancora tantissimi intrighi e oscurità in entrambi i “thread” per mantenere alta l’attenzione del lettore. La gestione di Melissa Albert dell’intero “genere fiabesco” è certamente diversa, dando una svolta fantasiosa e macabra alla sua narrazione. Le piccole vignette intrecciate sono state un colpo di genio e hanno aggiunto tinte ulteriormente inquietanti al romanzo. Ho apprezzato molto il cambiamento dei personaggi. Le esperienze di Alice, così come le conoscenze che ha acquisito dal primo capitolo, l’hanno addolcita. Ha raggiunto un’altra fase della sua vita, cercando di capire i suoi prossimi passi. Le rivelazioni sul suo passato hanno capovolto il suo mondo, rendendola confusa sulla sua identità. Mi è piaciuto molto Finch con l’inserimento del suo punto di vista, permette una nuova esplorazione e nuove scoperte. C’è anche la presenza di una sfumatura Romance, ma giusto un pizzico per addolcire il romanzo. L’autrice ha anche fatto grandi passi avanti nello stile di scrittura, rafforzando le sue descrizioni e componendo l’atmosfera per rendere questa lettura avvincente. Combinare elementi fiabeschi con l’Urban Fantasy può essere un compito impegnativo, ma l’autrice sembra non aver trovato problemi ed il giusto equilibrio.

Il Paese del Buio è un degno seguito che si è rivelato ancora più succulento, fantasioso e soddisfacente. È oscuro ma avvincente, e devo dire che questa nuova direzione mi ha reso ancora più curioso sulla direzione che prenderà la storia in futuro. Apparentemente, come dicevo prima, avrà una raccolta di racconti ambientata nello stesso mondo chiamata “Tales from the Hinterland”. Non mi piacciono molto le antologie, ma spero ugualmente arrivi anche in Italia, perché adoro l’approccio di Melissa Albert alle fiabe.

“Gli abitanti dall’Oltremondo non avevano sempre cattive intenzioni. Ma non appartenevano a questo mondo, era questa la verità.”

Ringrazio Rizzoli editore per la possibilità di leggere sempre meraviglie in anteprima. Ho apprezzato molto la traduzione e l’editing impeccabile.

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