Recensione – Il Sovrano della Morte di Tanith Lee

Genere: High Fantasy
Serie: “Ciclo della Terra Piatta”
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Pagine: 385

Il Sovrano della Morte è il secondo romanzo High Fantasy della raccolta “Ciclo della Terra Piatta” scritta da Tanith Lee ed edita Mondadori per la Collana Oscar Draghi. Questo Drago comprende tre romanzi; Il Sovrano della Notte, Il Sovrano della Morte e Il Sovrano del Miraggio. I libri sono autoconclusivi e consiglio di leggerli secondo l’ordine proposto, anche se le storie possono essere lette in modo indipendente.

“In dialogo con i capisaldi della letteratura fantastica di tutti i tempi, il “Ciclo della Terra Piatta” (di cui la trilogia qui presentata costituisce l’inizio) ripropone la narrazione di vicende non scontate, ispirate a una sintesi tra modelli prestigiosi quali le leggende della tradizione romantica e le novelle orientali nello stile delle “Mille e una notte”. Le “storie concentriche” della Lee, con i loro vari protagonisti – divini o demoniaci, mortali o immortali – trasferiscono fin dai loro esordi lettrici e lettori nel regno dell’epos e delle fiabe, in cui l’amore implica insospettate crudeltà e la discesa nel regno dei morti può anche ammettere il ritorno tra i vivi.”

“Gli uomini non potrebbero avere troppo. Estasi e vulnerabilità appartenevano allo stesso piatto. La paura che la coppa venisse strappata via era ciò che dava al vino il suo sapore e come la coppa di Zhirem era sicura, così era la sua mancanza di gioia… morire è una paura, ma anche vivere è una paura.”

Buongiorno amici lettori, eccoci alla seconda tappa del Review Party del Drago, “Sovrani delle Tenebre”. In questo secondo capitolo ritorniamo nella Terra Piatta, un luogo sempre magico e straordinario, ma questa volta sporcato e corrotto da lotta e lussuria.

È un posto ostile per Simmu e Zhirem; in qualsiasi mondo tranne la Terra Piatta, la loro reciproca attrazione potrebbe non essere stata condannata. Purtroppo per gli innamorati questo non è un luogo ideale. In particolare per coloro che, come Simmu e Zhirem, sono pedine in un languido conflitto giocato da demoni rivali: Uhlume, Signore della Morte e Azhrarn, Signore delle Tenebre. La storia inizia una generazione prima della nascita di Simmu e Zhirem. Dopo essere stata maledetta da un mago morente, la regina Narasen di Merh è costretta, contro il suo vero desiderio, a fare sesso con un uomo dopo l’altro nella vana speranza di spezzare la maledizione. Se Narasen riesce a concepire un bambino, libererà se stessa e il suo regno. Alla fine si rende conto che nessun uomo vivente può darle il bambino di cui la sua terra ha bisogno. Decide così di fare un patto con Uhlume, Signore della Morte. Il frutto di questo seme è Simmu il “spezza-maledizione”. Non c’è un lieto fine per questo accordo. Narasen viene assassinata e il suo spettro è costretto al servizio del Signore della Morte, grazie ai termini dell’accordo. Simmu viene preso dai demoni, che lo tengono come animale domestico prima di stancarsene e scaricarlo in un tempio. Zhirem e Simmu si incontrano nel tempio dove entrambi vengono educati. Molto diversi dai ragazzi che li circondano; l’attrazione reciproca è forse inevitabile. La relazione finisce male; Zhirem giudicante incolpa Simmu per averlo corrotto, mentre Simmu abbandona Zhirem per Azhrarn, il Signore delle Tenebre. Gli amanti sono diventati nemici mortali.

A differenza de Il Sovrano della Notte, questo secondo volume de Ciclo della Terra Piatta è una lunga storia. Tuttavia, questa storia non assomiglia a una narrazione lineare. L’autrice riempie quasi 350 pagine di caratteri minuscoli con divagazioni e circonvoluzioni nel suo cammino verso l’eventuale conclusione del romanzo. Nessuno è innocente qui, e non ci sono lati positivi. Gli dei e i demoni della Terra Piatta temono una cosa, la noia. Dotati, o maledetti, della loro immortalità. Seguono inevitabilmente il caos, la morte e la sofferenza. In definitiva, questa è una storia di lotta, anche apertamente conflittuale, contro la morte, e la terribile punizione che l’immortalità, l’unica arma che può essere impugnata contro di essa, infligge all’anima umana scoloccandola lentamente di vitalità, attutendo le emozioni e atrofizzandola. La rappresentazione di Uhlume, il signore della morte, è agghiacciante. Dipinto come assolutamente implacabile e affranto da una malinconica disperazione, è allo stesso tempo del tutto antipatico ma interiormente forgiato da una compassione mai intravista né espressa. Ad un certo punto, ribollendo di rabbia e disprezzo, si autodistrugge in quella che è una scena indimenticabile.

Il Sovrano della Morte è come una favola lussuosa e oscura, decisamente non per bambini né per persone particolarmente sensibili. A inizio lettura credevo nemmeno adatta a me, ma non potevo lasciarmi incantare dalla particolare ambientazione. Lo stile dell’autrice è affascinante e pieno di risonanza emotiva. Le sue parole sono frecciate poetiche che saltano fuori dalle pagine e ti pugnalano al cervello.

Ci rivediamo il 29 Novembre per la terza tappa del Review Party con Il Sovrano del Miraggio.

Ringrazio come sempre Mondadori ed Oscar Draghi per la copia in anteprima e per avere riportato questa formidabile autrice in Italia. Come sempre queste edizioni sono meravigliose, la copertina rigida è bellissima e sono altrettanto splendide le copertine dei singoli romanzi. Mi piace tantissimo l’idea di avere copertine che separino l’inizio del romanzo anche all’interno dei DRAGHI.

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