Recensione – trilogia The Loop di Benjamin Oliver

Genere: Distopico
Serie: “The Loop serie”
Editore: Rizzoli
Pagine: 384

The Loop la serie è una trilogia Distopica scritta da Benjamin Oliver edita Rizzoli. La serie comprende; The Loop, The Blook e The Arc.

“Il Loop è una prigione perfetta, gestita da Happy, l’intelligenza artificiale che si occupa di ogni aspetto della vita dei detenuti. Nel Loop ogni giorno è uguale al precedente. Ogni giorno è un tormento. Ma qualcosa comincia a cambiare. Circolano voci di una guerra. Strane cose accadono ai prigionieri. E la guardiana, l’unica che gli abbia mai dimostrato un minimo di umanità da quando è stato imprigionato, gli consegna un messaggio: Luka, devi fuggire… Ora Luka deve decidere se evadere dal Loop è davvero la sua unica possibilità di sopravvivenza, e soprattutto deve trovare un modo per salvare le persone che ama, dentro e fuori la prigione. Ma ben presto scopre che all’esterno la vita è di gran lunga più terrificante di quanto avesse mai potuto immaginare. E se vuole salvare coloro a cui tiene, Luka deve scoprire chi è il responsabile del caos in cui è sprofondato il mondo intorno a lui.”


“Quello che mi piace dei libri è il modo in cui posso scomparire per un po’ in un luogo creato da qualcun altro; Non devo essere quello che sono o dove sono per tutto il tempo in cui sono in quell’altro mondo, e a volte ne ho bisogno.

Luka è nella prigione conosciuta come The Loop da 736 giorni. Ogni giorno si sveglia nella sua cella solitaria; si allena, mangia, parla con l’AI che gestisce la prigione, trascorre un’ora fuori dove non può vedere nessuno ma almeno può parlare con i suoi compagni di prigionia. Fa visita clandestinamente a Wren, il guardiano, quando lei gli porta la cena legge libri che gli porta di soppiatto. Ogni notte vive l’esperienza invasiva, dolorosa e tortuosa di avere l’energia estirpata dal suo corpo per alimentare le batterie della città. Il giorno successivo ricomincia tutto da capo e fino a quando Luka non invecchierà in The Block, dove verrà eseguita la sua condanna a morte, continuerà. L’unico modo per rimandare l’inevitabilità di The Block è partecipare a un Delay. Questi esperimenti sui prigionieri approvati dal governo sono sempre dolorosi e forse fatali, ma se il prigioniero è fortunato, guadagna un po’ più di tempo in The Loop. Certamente orribile ma forse sopportabile, a differenza di The Block, che è notoriamente peggio. In tutti i modi che contano, The Loop è un esempio di distopia classica. C’è una vaga dittatura del governo al potere, la città è sotto una sorta di attacco, la droga dilaga. Nessuno ha alcun controllo sulle proprie vite, liberi e incarcerati, sono cupamente rassegnati ai loro destini. La narrazione dell’autore si muove a un ritmo sempre più frenetico mentre Luka e i suoi compagni di prigionia sperano in una possibilità di fuga, e poi improvvisamente si ritrovano con quella stessa possibilità. Ma niente, assolutamente niente, in The Loop ha un costo. Ogni volta si tira un sospiro, l’autore lancia un altro shock nel racconto, e nel giro di una pagina ciò che sembrava possibile diventa un cliffhanger al destino. Alla fine, “come una svolta segue una svolta dopo una svolta”, il lettore imparerà ad aspettarsi l’inaspettato. Dopotutto questa è distopia; uscirne vivi è onestamente più di quanto ognuno di questi personaggi possa sperare.

Allora, il verdetto? L’azione è di prim’ordine, la tecnologia spiegata in modo efficace e i personaggi, in particolare Luka, sono tutti disegnati con cura, anche quelli che sopravvivono solo per poche pagine. The Loop è selezionato e confezionato al meglio e i fan dei romanzi distopici troveranno qui esattamente ciò che bramano. L’autore sa cosa richiede il genere e lo soddisfa fin dalla prima pagina.

Genere: Distopico
Serie: “The Loop serie”
Editore: Rizzoli
Pagine: 336

“La rivolta è stata sconfitta, ma forse per gli umani c’è ancora una speranza, e si chiama Luka Kane. Dopo essere sfuggito dal Loop e aver guidato la ribellione contro Happy, Luka Kane è stato ricatturato e rinchiuso nel Blocco, dove i detenuti sono sottoposti a vere e proprie torture per raccogliere la loro energia vitale e alimentare l’intelligenza artificiale che domina il mondo. Quando Luka ha ormai perso ogni speranza e rinuncia a distinguere la realtà dalle fantasie somministrategli da Happy, i suoi amici riescono finalmente a liberarlo. Un vero capo sa quando è il momento di sacrificarsi. Ma la guerra può avere un costo altissimo, e quando tutto sembra perduto toccherà a Luka fare scelte terribili e sacrificare quanto ha di più caro, compreso se stesso, per tentare di smascherare i piani di Happy e svelare il suo terribile segreto.”

“Scegliere la morte è come sputare in faccia alla speranza e, per quanto la situazione sia disperata, la speranza è l’unica cosa che ci resta.”

In questo secondo capitolo i lettori sperimenteranno un’atmosfera da videogioco, come quella raggiunta in The Matrix. Insieme ai personaggi, si chiederanno cosa sia reale e cosa sia simulato. In questo nuovo mondo distopico, tutti sono felici perché Happy, un’intelligenza artificiale, governa il mondo. Galen Rye è al comando e decide chi soffre come una batteria; senza speranze, sogni e ambizioni mentre alimentano il mondo con la loro energia raccolta dal dolore, dalla paura e dalla rabbia. Decide chi dovrebbe subire il lavaggio del cervello per essere il tipo di persona di cui il mondo ha bisogno: placida, docile, compiacente e che vive in una beata ignoranza in un mondo virtuale chiamato Purgatorio. Happy pensa all’umanità come a un virus, quindi sta “riparando le specie spezzate, distruggendo un gruppo malato e ricominciando”. Per mantenere il controllo, Happy usa la tecnologia, i trucchi e le tattiche come la paura, la coercizione, la contrattazione e la confusione per manipolare le persone e convincerle a rivoltarsi l’una contro l’altra. Il sedicenne Luka Kane e alcuni suoi amici si ribellano a questa tecnologia. Sono disposti a morire per la vita, l’evoluzione, i sogni e l’amore. Uno di quegli amici, forse il membro più prezioso della squadra, Pod ha una disabilità visiva. Attraverso le azioni di questo gruppo di giovani, l’autore incoraggia tutti noi a porre domande importanti sull’avidità e sulla sete di dominio, sul fatto se l’uguaglianza sia un ideale impossibile quando “coloro che hanno il potere si aggrappano ad essa con prese simili a morse” e spingere i meno fortunati nella terra. Un’altra verità emerge quando Galeno parla della necessità di soffrire in nome del progresso. In risposta, Luka sottolinea che quando osserviamo i dati e non gli individui, la comprensione ci sfuggirà. Non possiamo considerare l’umanità come un’unica entità o come una specie uniforme. Ognuno di noi è diverso e unico, lavorando per obiettivi distinti. Quella bellezza emerge nella creatività, nell’ambizione, nel talento e nella capacità di amare. Forse la migliore morale del libro arriva quando l’autore scrive: “Non possiamo guardare dall’alto in basso i risultati degli altri semplicemente perché non condividiamo le stesse aspirazioni”. Raggruppandosi con alcuni dei suoi amici ribelli etnicamente diversi, Luka continua la sua missione per abbattere Happy, l’intelligenza artificiale del governo.

Alcuni arrivano a dare la propria vita per permettere agli altri di arrivare fino in fondo. L’amicizia e l’amore danno loro la forza di non arrendersi mai. L’astuzia e la speranza sono le armi più potenti che Luka usa contro i suoi nemici: lo portano lontano, fin quasi a toccare con mano il suo obiettivo e divenendo egli stesso il simbolo della ribellione umana. Ma basta un passo falso, e la tragedia è dietro l’angolo. Un finale brusco e inaspettato, che lascia il lettore con il fiato sospeso per le sorti di questi giovani combattenti di cui non si può conoscerne l’esito se non nel prossimo capitolo… Non resta che aspettare il terzo e ultimo volume di questa splendida trilogia!

Genere: Distopico
Serie: “The Loop serie”
Editore: Rizzoli
Pagine: 336

“Nonostante le terribili verità che sono state rivelate, la folla degli Alt ha esultato quando la vita è stata spenta in quel ragazzo .Ma uno di loro, Chester “Freddo” Beckett, non ha festeggiato con gli altri: ha apertogli occhi ed è determinato a capire che cosa sta succedendo nel laboratorio del sessantacinquesimo piano e darà inizio a una corsa contro il tempo per fermare i piani di Happy per l’attacco finale che ripulirà definitivamente la Terra dal virus uomo. La squadra di The Loop e The Block dovrà riunirsi, sopravvivere agli attacchi sempre più feroci di Happy per annientare i ribelli, e trovare un modo per fermare l’apocalisse prima che l’umanità venga cancellata.”

In questo capitolo finale della trilogia The Loop, la missione in corso per abbattere il sistema operativo mondiale diventa una battaglia per salvare l’umanità. Sempre imprevedibile, l’autore apre questo seguito di The Block dal punto di vista di Chester, il membro più giovane del team scientifico del governo, che è ospitato in un Arc protettivo. Chester diventa un canaglia dopo aver interrogato il leader del governo e aver scoperto che Happy, il sistema operativo mondiale, sta pianificando di porre fine all’umanità in nove giorni. A seguito di una connessione sorprendente con i ribelli di Loop, la storia torna alla lotta in corso per distruggere Happy. Con solo pochi giorni rimasti per raggiungere questo pericoloso obiettivo, la narrazione tesa aumenta di intensità, con i titoli dei capitoli che fungono da conto alla rovescia. L’autore continua con ciò che sa fare meglio, intrecciando colpi di scena, decisioni difficili, scontri adrenalinici con Happy e i suoi tirapiedi e un tocco di umorismo in una storia piena di lavoro di squadra, amicizia, speranza e amore. Questa volta, con la fine del mondo incombente, la narrazione diventa più esistenziale mentre i personaggi considerano cosa significa essere umani. Problemi di privilegio, dipendenza, paura e disturbo da stress post-traumatico risuoneranno con i lettori post-pandemici di oggi. Altrettanto gratificante è che questo terzo libro non è semplicemente un’estensione dell’arco narrativo generale, ma un culmine che lo lega ai suoi predecessori.

La creatività dell’autore è incredibile ma anche così realistica. Tutti gli eventi che sembrano così estremi ma anche così familiari danno a questa serie la sua personale inquietudine. Anche il finale, vedere come le opinioni sono sempre e saranno sempre diverse è esattamente come è nel nostro mondo. Penso che l’autore abbia davvero concluso questa serie nel miglior modo possibile. Ora e per sempre dirò alle persone di leggere questa serie e conserverò per sempre questi personaggi e tutto ciò che mi hanno insegnato nel mio cuore <3. Una conclusione della serie emozionante, stimolante e, in definitiva, profondamente soddisfacente.

Ringrazio come sempre Rizzoli per la possibilità di avere letto questo romanzo in anteprima, sono contentissimo che questa serie sia giunta in Italia e portata a conclusione. Molto gradita la scelta di mantenere la cover originale, editing e traduzione impeccabile.

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