Recensione – Un Fato così Ingiusto e Solitario di Brigid Kemmerer

Genere: Urban Fantasy
Serie: “Cursebreakers”
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Pagine: 504

Un Fato così Ingiusto e Solitario è il primo volume della trilogia Urban Fantasy “Cursebreakers”. Scritta da Brigid Kemmerer edita Mondadori per la collana Oscar Fantastica. La serie comprende; Un Fato così Ingiusto e Solitario, Un Cuore così Impavido e Spezzato e Un Voto così Impavido e Mortale.

“Le cose sono sempre state facili per il Principe Rhen, erede al trono del regno di Emberfall. O almeno, lo sono state finché una potente incantatrice non ha lanciato una spietata maledizione su di lui. Ora Rhen è condannato a rivivere all’infinito l’autunno dei suoi diciott’anni e a trasformarsi in una creatura mostruosa portando dovunque morte e distruzione – e lo sarà finché una ragazza non si innamorerà di lui. Per la giovane Harper, invece, le cose non sono mai state facili. Il padre se ne è andato da tempo lasciandosi dietro una montagna di debiti, la madre è in fin di vita, e il fratello, che riesce a malapena a tenere unita la famiglia, l’ha sempre sottovalutata a causa della paralisi cerebrale che l’affligge: Harper ha dovuto imparare in fretta a fare affidamento solo su se stessa per sopravvivere. Ma un giorno, viene rapita e portata nel magico e terribile mondo di Emberfall perché Rhen possa conquistare il suo cuore e spezzare finalmente il maleficio. Un principe? Un mostro? Una maledizione? Harper è sconvolta e disorientata, ma anche determinata a fare di tutto pur di ritornare nel proprio mondo e dalla famiglia che ha bisogno di lei. Tuttavia col passare dei giorni, man mano che la diffidenza nei confronti di Rhen si trasforma in amicizia (e forse in qualcosa di più) la ragazza si rende conto che anche Emberfall ha bisogno di lei. Perché forze potenti e oscure minacciano il regno e la vita di tutti, e non basterà spezzare la maledizione per salvare Harper, Rhen e il futuro di entrambi dalla rovina totale.”

«Il vero amore non ha niente a che vedere con il romanticismo. Il vero amore richiede sacrificio. La volontà di mettere la vita di un altro al di sopra della propria.»

Buongiorno amici lettori e buon lunedì, quale modo migliore di cominciare la settimana con la recensione di un bellissimo libro?! Non lasciatevi ingannare dalle apparenze, è l’ennesimo retelling de La Bella e la Bestia, ma fidatevi è una delizia. Forse sono di parte in quanto amo la storia, ma tolti i passaggi “obbligatori” del classico, questa storia è davvero ricca di personaggi incredibili, avventura, colpi di scena, emozione e un pizzico di romance per unificare il tutto.

Harper non se la sta passando molto bene: sua madre è malata di un brutto male e sta morendo, il padre ha abbandonato la famiglia e suo fratello è costretto a compiere dei gesti orribili per togliersi di dosso le persone poco raccomandabili a cui il padre deve soldi. Nonostante questo, quando vede un uomo trascinare una ragazza priva di sensi in un vicolo, non ci pensa due volte e lo attacca con un palo. Questa losca figura la condurrà a Emberfall, un regno fiabesco maledetto da una spietata incantatrice. Ogni stagione il principe Rhen deve trovare una ragazza che si innamori di lui per spezzare la maledizione, ogni stagione fallisce e si trasforma in una nuova bestia che distrugge ogni cosa attorno a lui. L’unico superstite accanto a lui è Grey, un membro della Guardia Reale che ha giurato di proteggerlo, il “traghettatore delle ragazze”, l’uomo che ha trascinato Harper da casa a Ironrose. Sono più di trecento stagioni che Rhen prova a spezzare la maledizione, ma non ci è riuscito. E come se fosse un crudele scherzo del destino, Harper non è il tipo di ragazza che si fa incantare dalle frivolezze di corte. Non è neanche il tipo di ragazza che resta ad aspettare in una camera incantata, ma tenterà di scappare in ogni ad ogni occasione. Oltre alla maledizione, altre minacce si allungano su Emberfall. Regni limitrofi in cerca di terre da conquistare, un popolo che soffre da anni e che non ha più fiducia nei propri sovrani e, ovviamente, il MOSTRO. Grazie all’arrivo di Harper, Rhen, ricomincerà a vivere e ad avere speranza.

Questo primo capitolo scorre velocissimo sin dai primi capitoli, si capisce che sarà una bella lettura, dinamica ed originale. Con uno stile scorrevole e fluido, l’autrice fornisce descrizioni accurate e una prospettiva completa sui pensieri di Rhen e Harper, grazie al doppio PoV. Ad incrementare la suspence dei capitoli finali, verrà introdotto anche un Pov inaspettato. Una lettura ideale per questo periodo dell’anno, da gustare sotto le coperte con una tazza di buon di thè in mano. Un nuovo retelling assolutamente consigliato per gli amanti della storia originale e dei romanzi Urban Fantasy.

Ringrazio Mondadori e Oscar Fantastica per l’invio della copia in anteprima e avermi permesso di leggere questo meraviglioso romanzo in anteprima. Come sempre editing, traduzione, copertina, interni… tutto estremamente bello. Grazie.

Recensione – Perché il Re degli Elfi odiava le storie di Holly Black

Genere: Fantasy YA
Serie: “Il Popolo dell’Aria”
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 192

Perchè il Re degli Elfi odiava le storie è una raccolta di racconti prequel alla serie Fantasy/YA “Il Popolo dell’Aria”. Scritto da Holly Black, edito Mondadori per la collana Chrysalide bellissima edizione illustrata da Rovina Cai. La serie comprende; Il Principe Crudele (2018), Il Re Malvagio (2019), la novella “The Lost Sisters” (2020 ENG) e La Regina del Nulla (2021).

“Prima di essere un principe crudele o un re malvagio, Cardan è stato un bambino e poi un ragazzo con un cuore di pietra. Attraverso le pagine di questo libro si getterà luce sulla vita drammatica dell’enigmatico Sommo Re del Regno degli Elfi. Si ricorderanno momenti fondamentali della sua storia, che in certi casi suoneranno familiari ai lettori della trilogia “The Folk of the Air”, raccontati tutti dal punto di vista di Cardan. Ci sarà spazio per una storia d’amore che fa battere il cuore, per avventure spericolate, ma anche per lo humour, ingredienti di una saga che ha incantato i lettori di ogni dove. Ad arricchire il tutto, poi, le illustrazioni a colori di Rovina Cai, che rendono questo libro un oggetto prezioso da collezionare, che piacerà agli appassionati dei romanzi della serie, ma anche ai nuovi lettori.”

Forse non c’è poi da sorprendersi che Cardan sia venuto fuori così; la vera sorpresa è che sia riuscito a diventare il Sommo Re della Terra degli Elfi. Per qualcuno, Cardan è un po’ come un’abbondante sorsata bevuta d’un fiato, di quelle che ritemprano, ma bruciano la gola.

Buongiorno amici lettori, come ben saprete, Holly Black è una delle mie autrici preferite, adoro i suoi libri e soprattutto la particolarità che siano tutti collegati tra loro; un pò per il worldbuilding e un pò per i personaggi che entrano ed escono di scena.

Quando ho saputo di questa nuova pubblicazione di Mondadori ero davvero molto felice, non vedevo l’ora di ritrovarmi in mezzo ai miei adorati Fae e scoprire qualcosa di più sul molto discusso “Principe Crudele”. Perché il Re degli Rlfi odiava le storie è una lettura veloce, con delle illustrazioni uniche e meravigliose che rendono questo libro ancor più speciale, catapultando il lettore nel mondo Fae, accompagnandolo in questo viaggio tra presente e passato. Conoscere i luoghi in cui sono nati la rabbia e il dolore del principe Cardan, quei sentimenti tanto radicati in lui che lo hanno trasformato in un principe dal cuore di pietra, almeno fino a quando non ha incontrato Jude…Pagina dopo pagina scopriamo qualcosa di più su Cardan,  Ho sempre amato i personaggi un po’ ambigui e complessi come lui perché sono imprevedibili e in qualche modo riescono sempre a sorprenderti, incontriamo personaggi nuovi e vecchi. Questo è un libro strettamente connesso alla saga e anche se può essere letto separatamente consiglio comunque di leggere anche la trilogia principale. La trama del romanzo è fiabesca, avventurosa e magica ed è stata all’altezza delle mie aspettative. Leggere questo romanzo mi ha regalato ore di relax e mi ha permesso di riassaporare quelle atmosfere che mi avevano stregato leggendo la saga. Tornare nella terra degli Elfi è stato incredibilmente emozionante.

Degna di nota la veste grafica che ho trovato decisamente incantevole. All’interno del romanzo troverete anche delle bellissime illustrazioni evocative che mi hanno aiutato a sognare a occhi aperti e che rendono ancora più preziosa e unica l’edizione. Consigliatoooooooooooooooo, se siete amanti delle fiabe, del Fantasy e se avete amato la saga “Il Popolo dell’Aria” non fatevi scappare questo libro!

Come sempre ringrazio Mondadori per la copia fornita in anteprima, l’accuratissimo editing, la decisione di mantenere la copertina originale, la presenza della mappa e la riconferma di una grande autrice tra le schiere della casa editrice.

Recensione – Il Castello di Olia di Sophie Anderson

Genere: Fantasy Middle_Grade
Editore: Rizzoli
Pagine: 368

Il Castello Incantato di Olia è un romanzo Fantasy per ragazzi, autoconclusivo. Scritto da Sophie Anderson, edito Rizzoli Editore. Le incantevoli illustrazioni interne sono di Saara Soderlund. Della stessa autrice ho amato; La Casa che mi porta via e La Ragazza degli Orsi.

“La famiglia di Olia vive a Castel Mila, un’antica dimora affacciata su un grande lago, fatta con tronchi di pino e sormontata da cupole splendenti. Babusya, la nonna, dice che quelle cupole brillano perché sono piene di magia, ma Olia ha tredici anni e non ha ancora mai visto nulla di eccezionale sprigionarsi dall’edificio. Eppure un giorno riesce a scorgere un domovoi, uno spirito della casa, che si presenta come un ometto dalle sembianze volpine. Possibile allora che il vento inquietante che soffia da qualche tempo sia davvero dovuto alla magia, che preme per liberarsi dalle cupole? Per salvare il castello e i suoi abitanti dalla distruzione, Olia deve trovare il modo di entrare nel mondo da cui la magia sta sfuggendo e tentare di fermarla al più presto. Il castello incantato di Olia è un’avventura dall’atmosfera onirica e fiabesca, un romanzo ricco di personaggi da cui sarà difficile separarsi.”

“Ricordati di guardare da tutte le angolazioni, guarda con il tuo cuore e credi in te stesso.”

Buongiorno amici lettori, oggi torno ad un’autrice che per me resta una garanzia per la categoria romanzi Fantasy per ragazzi. Dei tre romanzi letti dell’autrice, attualmente il più bello e il più MAGICO.

Olia ha sempre vissuto a Castello Mila, uno splendido castello ricco di storia ancestrale che si tramanda di generazione in generazione. Il castello custodisce segreti su segreti e Olia è determinata a scoprire ogni stanza nascosta e passaggio. Quando una tempesta scuote la fortezza, tocca a Olia scoprire perché un mondo più grande del suo è in pericolo e quando entra in questo nuovo mondo magico, tocca a lei salvare tutti. Olia è un’eroina degna di unirsi ai ranghi delle precedenti eroine create dall’autrice. Un personaggio forte, coraggioso e reale. Il suo amore verso la famiglia e la curiosità per l’avventura sono sufficienti per guidarla attraverso le pagine in un incredibile avventura. Impara così tanto nel suo viaggio e apprende a pieno la consapevolezza di se stessa. La trama è in costante cambiamento, un destino in sospeso che Olia deve affrontare. Lo leggerete in un soffio senza rimpianti, perché non vorrete voltare le spalle a Olia nemmeno per un minuto!

Come in “La casa che mi porta via” e “La Ragazza degli Orsi”, Il Castello Incantato sprigiona amore e dedizione da parte dell’autrice verso i lettori. I dettagli sono ricchi e le descrizioni sono lussureggianti, e questo mondo creato diventa più grande con ogni pezzo di dialogo e descrizione. Quando ho finito, non riuscivo a smettere di sorridere mentre mi asciugavo le lacrime dagli occhi, e questo è tutto grazie alla scrittura evocativa e all’attaccamento che ho provato per questi personaggi. Ahhhhhhhhhh, vogliamo parlare delle illustrazioni di Saara Soderlund?SBALORDITIVE! Parola mia, aggiungono davvero bellezza alla narrazione e incarnano così bene il mondo. C’è una qualità fiabesca in loro che è perfetta per le ambientazioni ispirate ai racconti popolari russi del romanzo. Questo è davvero il caso di un libro che ha TUTTO.

Consigliato! Un romanzo pieno d’interessanti lezioni per tutte le età, e impari davvero che a volte credere è una delle poche cose più potenti della magia. Il Castello Incantato di Olia è un vero trionfo di magia e immaginazione.

Ringrazio Rizzoli editore per la copia in anteprima. Sophie Anderson è per me una garanzia, un romanzo magico con un’incredibile copertina, delle bellissime illustrazioni ed un editing davvero impeccabile.

Recensione – Le Guerriere dal Sangue d’oro di Namina Forna

Genere: Fantasy/YA
Serie: “Le Guerriere dal Sangue d’oro”
Editore: Mondadori
Collana: Fantastica
Pagine: 288

Le Guerriere dal Sangue d’oro è il primo romanzo della serie Fantasy/YA “Deathless”, scritto da Namina Fornza, edito Mondadori per la collana Fantastica. La serie è composta da; Le Guerriere dal Sangue d’oro, The Merciless Ones (ENG) e un terzo romanzo ancora senza titolo.

“È tardo pomeriggio quando arriviamo al tempio. La piazza del villaggio è già gremita: le ragazze, nei loro abiti da cerimonia, si mettono in fila davanti ai gradini del tempio, con i genitori ai lati. Mio padre prende posto accanto a me quando i tamburi iniziano a suonare. Gli jatu marciano solennemente verso i gradini, le loro crudeli maschere da guerra brillano nella luce spenta del pomeriggio. Osservo le mura bianche e spoglie del tempio, il suo tetto rosso. Il rosso è il colore della santità. È il colore del sangue delle ragazze pure che saranno messe alla prova oggi. Deka conosce bene l’importanza del rituale della purezza. Sa che da esso dipenderà se potrà o meno diventare membro a tutti gli effetti del suo villaggio ed essere finalmente parte di qualcosa, proprio lei che si è sempre sentita diversa e fuori posto. Ma il giorno della cerimonia, il suo sangue si rivela d’oro, il colore della non purezza. Le conseguenze, Deka lo sa bene, potrebbero essere peggiori della morte. Per questo, quando una misteriosa donna va a trovarla nel luogo in cui è imprigionata e le propone di andarsene dal villaggio per entrare a far parte di un esercito composto da ragazze esattamente come lei, le alaki, non ha dubbi. Pur comprendendo i pericoli che la aspettano, Deka decide di abbandonare la vita che ha sempre conosciuto. Ma già nel viaggio che la conduce alla capitale del regno, e alla più grande battaglia della sua vita, scoprirà presto che la grande città serba molte sorprese. E che niente è davvero come sembra, nemmeno lei.”

“Abbiamo tutte una scelta in questo momento. Siamo ragazze o siamo demoni? Moriremo o sopravvivremo?”

Buongiorno amici lettori, il romanzo che vi propongo oggi è un debutto Fantasy/YA di una scrittrice dalla penna decisamente promettente!

Ogni anno le ragazze adolescenti del regno patriarcale di Otera si preparano al “Rituale della Purezza” che determina se possono unirsi alle loro comunità come donne purosangue o essere scacciate e marchiate come mostri impuri. Deka dalla pelle marrone e dagli occhi grigi desidera ardentemente dimostrare la sua appartenenza al popolo, ma quando il suo sangue scorre color oro, si rivela essere un’alaki, una donna guerriera quasi immortale, e viene portata via per diventare la prima linea di difesa del suo popolo.  Con una concentrazione misurata, l’autrice crea un mondo provocatorio pieno di creature fantastiche, secolari conflitti divini e messaggi femministi sulla disparità di genere e sulla “purezza”. Mi è piaciuto molto vedere lo sviluppo del personaggio di Deka in questo libro. Inizia come una ragazza incredibilmente impacciata e timorosa che è stata abbattuta dal patriarcato. Man mano che la trama procede, diventa più resiliente, potente e determinata a scoprire la verità sul mondo in cui vive. Namina Forna ha fatto un ottimo lavoro nel creare un mondo dolorosamente patriarcale che si rifiuta persino di permettere alle donne di mostrare i loro volti una volta che hanno attraversato il Rituale della Purezza. Nonostante sia ambientato in un mondo fantastico, i parallelismi con il nostro mondo sono sorprendenti. È chiaro che l’autrice sta “usando” la storia di Deka per mostrare alle ragazze che sono più potenti di quanto possano apparire.

Ho adorato il cuore di questo libro, qualcosa con abbastanza familiarità che il lettore vi si immerga facilmente, ma con abbastanza unicità da mantenerlo interessante ed emozionante. Il romanzo esplora la femminilità e il femminismo in modo generalmente abbastanza inclusivo. Ho particolarmente amato il tema dell’amicizia che attraversa tutto il romanzo. L’autrice rompe la barriera mostrando ragazze che si sostengono a vicenda, indipendentemente dal loro background, colore della pelle o sessualità. In questo modo, “Le Guerriere” è davvero un modello di come le ragazze (e le donne) dovrebbero sostenersi a vicenda. 

Questo primo capitolo è stato un grande debutto. Attendo con impazienza il potenziale di un sequel e spero che porti con sé il livello di scrittura per supportare questa bellissima serie.

Ringrazio Mondadori per avermi fornito la copia in anteprima, trovo sempre molto azzeccate le nuove proposte.

Recensione – Il Sovrano del Miraggio di Tanith Lee

Genere: High Fantasy
Serie: “Ciclo della Terra Piatta”
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Pagine: 180

Il Sovrano del Miraggio è il terzo romanzo High Fantasy della raccolta “Ciclo della Terra Piatta” scritta da Tanith Lee ed edita Mondadori per la Collana Oscar Draghi. Questo Drago comprende tre romanzi; Il Sovrano della Notte, Il Sovrano della Morte e Il Sovrano del Miraggio. I libri sono autoconclusivi e consiglio di leggerli secondo l’ordine proposto, anche se le storie possono essere lette in modo indipendente.

“In dialogo con i capisaldi della letteratura fantastica di tutti i tempi, il “Ciclo della Terra Piatta” (di cui la trilogia qui presentata costituisce l’inizio) ripropone la narrazione di vicende non scontate, ispirate a una sintesi tra modelli prestigiosi quali le leggende della tradizione romantica e le novelle orientali nello stile delle “Mille e una notte”. Le “storie concentriche” della Lee, con i loro vari protagonisti – divini o demoniaci, mortali o immortali – trasferiscono fin dai loro esordi lettrici e lettori nel regno dell’epos e delle fiabe, in cui l’amore implica insospettate crudeltà e la discesa nel regno dei morti può anche ammettere il ritorno tra i vivi.”

“L’amarezza della gioia sta nella consapevolezza che non può durare. Né la gioia dovrebbe durare oltre una certa stagione, perché, dopo quella stagione, anche la gioia diventerebbe semplice abitudine”.

Buongiorno amici lettori, oggi arriviamo al racconto conclusivo de “Ciclo della Terra Piatta”, un altro racconto fiabesco, anche se come per i precedenti racconti, i termini utilizzati e le “immagini” descritte, non sono proprio da fiaba. Sono rimasto piacevolmente colpito da questo Drago, direi anche inaspettatamente. Non impazzisco per i Fantasy “sporchi”, ma come ho detto nelle precedenti recensioni, e lo ribadisco, sono rimasto ammaliato dallo stile dell’autrice e dalle descrizioni del mondo creato.

Ne Il Sovrano del Miraggio, terzo capitolo conclusivo del “Ciclo della Terra Piatta” , ci viene presentato un altro Principe delle Tenebre: Chuz, il Principe Pazzia, che è bello se visto da un lato e orribile se visto dall’altro. Chuz osserva gli umani e usa le opportunità che gli danno per praticare il suo mestiere: creare scompiglio, illusioni e follia. Incontriamo Chuz per la prima volta quando una regina gelosa cerca di sbarazzarsi del bambino che crede abbia fatto sì che il re smettesse di amarla. Quando la sventura la colpisce e suo marito la mette da parte, Chuz si presenta per confortarla aiutandola a scatenare la sua follia. Quando si offre di esaudire un desiderio, lei chiede a Chuz di far impazzire suo marito, il re. Ecco perché il re decide di costruire una torre per il paradiso dove farà guerra agli dei. Tutti sanno che l’orgoglio viene prima della caduta, quindi il disastro colpisce la terra. Questo scatena una serie di strani eventi che vedono i demoni, ancora una volta, intromettersi negli affari degli uomini.

Devo dire che Chuz, il Principe Pazzia, è un cattivo davvero incredibile. Le sue motivazioni e scopi non sono chiari se non essere attratto dalla follia degli uomini e propagare altra follia. Non mi aspettavo che la storia si evolvesse come ha fatto quando ho iniziato il libro. I fili separati della storia tessono una narrazione complessa che si contorce e si trasforma in modi che non mi sarei aspettato. Come ben sapete sono un amante del Fantasy, con il ritorno di Tanith Lee sui nostri scaffali, questo genere raggiunge una squisita nota acuta. L’autrice tesse abilmente le storie; una storia epica di inimicizia e vendetta tra il Sovrano della Notte e il Principe Pazzia con il genere umano preso nel mezzo. Il Ciclo della Terra Piatta è scritto da una prospettiva che può sembrare impersonale; gli esseri umani e le loro motivazioni contano poco in questa serie. Nella maggior parte dei casi gli umani sono spettatori, vittime o pedine nei giochi e nelle motivazioni delle potenti entità della Terra Piatta.

Ringrazio come sempre Mondadori ed Oscar Draghi per la copia in anteprima e per avere riportato questa formidabile autrice in Italia. Come sempre queste edizioni sono meravigliose, la copertina rigida è bellissima e sono altrettanto splendide le copertine dei singoli romanzi. Mi piace tantissimo l’idea di avere copertine che separino l’inizio del romanzo anche all’interno dei DRAGHI.

Recensione – Il Sovrano della Morte di Tanith Lee

Genere: High Fantasy
Serie: “Ciclo della Terra Piatta”
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Pagine: 385

Il Sovrano della Morte è il secondo romanzo High Fantasy della raccolta “Ciclo della Terra Piatta” scritta da Tanith Lee ed edita Mondadori per la Collana Oscar Draghi. Questo Drago comprende tre romanzi; Il Sovrano della Notte, Il Sovrano della Morte e Il Sovrano del Miraggio. I libri sono autoconclusivi e consiglio di leggerli secondo l’ordine proposto, anche se le storie possono essere lette in modo indipendente.

“In dialogo con i capisaldi della letteratura fantastica di tutti i tempi, il “Ciclo della Terra Piatta” (di cui la trilogia qui presentata costituisce l’inizio) ripropone la narrazione di vicende non scontate, ispirate a una sintesi tra modelli prestigiosi quali le leggende della tradizione romantica e le novelle orientali nello stile delle “Mille e una notte”. Le “storie concentriche” della Lee, con i loro vari protagonisti – divini o demoniaci, mortali o immortali – trasferiscono fin dai loro esordi lettrici e lettori nel regno dell’epos e delle fiabe, in cui l’amore implica insospettate crudeltà e la discesa nel regno dei morti può anche ammettere il ritorno tra i vivi.”

“Gli uomini non potrebbero avere troppo. Estasi e vulnerabilità appartenevano allo stesso piatto. La paura che la coppa venisse strappata via era ciò che dava al vino il suo sapore e come la coppa di Zhirem era sicura, così era la sua mancanza di gioia… morire è una paura, ma anche vivere è una paura.”

Buongiorno amici lettori, eccoci alla seconda tappa del Review Party del Drago, “Sovrani delle Tenebre”. In questo secondo capitolo ritorniamo nella Terra Piatta, un luogo sempre magico e straordinario, ma questa volta sporcato e corrotto da lotta e lussuria.

È un posto ostile per Simmu e Zhirem; in qualsiasi mondo tranne la Terra Piatta, la loro reciproca attrazione potrebbe non essere stata condannata. Purtroppo per gli innamorati questo non è un luogo ideale. In particolare per coloro che, come Simmu e Zhirem, sono pedine in un languido conflitto giocato da demoni rivali: Uhlume, Signore della Morte e Azhrarn, Signore delle Tenebre. La storia inizia una generazione prima della nascita di Simmu e Zhirem. Dopo essere stata maledetta da un mago morente, la regina Narasen di Merh è costretta, contro il suo vero desiderio, a fare sesso con un uomo dopo l’altro nella vana speranza di spezzare la maledizione. Se Narasen riesce a concepire un bambino, libererà se stessa e il suo regno. Alla fine si rende conto che nessun uomo vivente può darle il bambino di cui la sua terra ha bisogno. Decide così di fare un patto con Uhlume, Signore della Morte. Il frutto di questo seme è Simmu il “spezza-maledizione”. Non c’è un lieto fine per questo accordo. Narasen viene assassinata e il suo spettro è costretto al servizio del Signore della Morte, grazie ai termini dell’accordo. Simmu viene preso dai demoni, che lo tengono come animale domestico prima di stancarsene e scaricarlo in un tempio. Zhirem e Simmu si incontrano nel tempio dove entrambi vengono educati. Molto diversi dai ragazzi che li circondano; l’attrazione reciproca è forse inevitabile. La relazione finisce male; Zhirem giudicante incolpa Simmu per averlo corrotto, mentre Simmu abbandona Zhirem per Azhrarn, il Signore delle Tenebre. Gli amanti sono diventati nemici mortali.

A differenza de Il Sovrano della Notte, questo secondo volume de Ciclo della Terra Piatta è una lunga storia. Tuttavia, questa storia non assomiglia a una narrazione lineare. L’autrice riempie quasi 350 pagine di caratteri minuscoli con divagazioni e circonvoluzioni nel suo cammino verso l’eventuale conclusione del romanzo. Nessuno è innocente qui, e non ci sono lati positivi. Gli dei e i demoni della Terra Piatta temono una cosa, la noia. Dotati, o maledetti, della loro immortalità. Seguono inevitabilmente il caos, la morte e la sofferenza. In definitiva, questa è una storia di lotta, anche apertamente conflittuale, contro la morte, e la terribile punizione che l’immortalità, l’unica arma che può essere impugnata contro di essa, infligge all’anima umana scoloccandola lentamente di vitalità, attutendo le emozioni e atrofizzandola. La rappresentazione di Uhlume, il signore della morte, è agghiacciante. Dipinto come assolutamente implacabile e affranto da una malinconica disperazione, è allo stesso tempo del tutto antipatico ma interiormente forgiato da una compassione mai intravista né espressa. Ad un certo punto, ribollendo di rabbia e disprezzo, si autodistrugge in quella che è una scena indimenticabile.

Il Sovrano della Morte è come una favola lussuosa e oscura, decisamente non per bambini né per persone particolarmente sensibili. A inizio lettura credevo nemmeno adatta a me, ma non potevo lasciarmi incantare dalla particolare ambientazione. Lo stile dell’autrice è affascinante e pieno di risonanza emotiva. Le sue parole sono frecciate poetiche che saltano fuori dalle pagine e ti pugnalano al cervello.

Ci rivediamo il 29 Novembre per la terza tappa del Review Party con Il Sovrano del Miraggio.

Ringrazio come sempre Mondadori ed Oscar Draghi per la copia in anteprima e per avere riportato questa formidabile autrice in Italia. Come sempre queste edizioni sono meravigliose, la copertina rigida è bellissima e sono altrettanto splendide le copertine dei singoli romanzi. Mi piace tantissimo l’idea di avere copertine che separino l’inizio del romanzo anche all’interno dei DRAGHI.

Recensione – Jonathan Strange & il Signor Norrell di Susanna Clarke

Genere: Fantasy
Editore: Fazi Editore
Collana: LainYa
Pagine: 900

Jonathan Strange & Il Signor Norrell è un romanzo Fantasy autoconclusivo, scritto ed elaborato nell’arco di una decina di anni da Susanna Clarke ed edito Fazi Editore per la collana LAinYa.

“In una Londra alle prese con una difficile guerra, due uomini stanno per cambiare la storia con i loro potenti incantesimi. Nel bel mezzo delle guerre napoleoniche, la maggior parte degli accademici crede che la magia sia ormai completamente scomparsa in Inghilterra. Tutto cambia quando il timido erudito signor Norrell rivela pubblicamente le sue abilità di mago, dando vita a un’ondata di entusiasmo che dilaga per tutto il paese e lo trasporta fino ai salotti dell’alta società di Londra, dove mette i suoi poteri al servizio dei politici e scende a patti con un gentiluomo proveniente da un regno fatato. Un altro mago emerge allora sulla scena: è il giovane e audace Jonathan Strange, che prima diventa il discepolo del signor Norrell e poi ne mette in discussione tutte le teorie, attirato com’è dalle forme più pericolose e oscure della magia. Nel corso degli anni, la battaglia fra i due maghi si fa più accesa di quella dell’Inghilterra contro Napoleone, finché le loro ossessioni e ambizioni segrete non metteranno a rischio la vita di molte persone e cambieranno per sempre la storia della magia inglese.”

Alcuni anni fa, nella città di York, esisteva un’Accademia di maghi, i quali si incontravano il terzo mercoledì di ogni mese per leggere lunghi e noiosi documenti sulla storia della magia inglese …

Buongiorno amici lettori, quello che vi propongo oggi è un romanzo Fantasy tra i più innovativi degli ultimi anni. Ho atteso troppo a lungo per leggere questa delizia, finalmente mi sono deciso, merito anche dell’incantevole edizione. Mi sono così follemente innamorato di questo romanzo, non solo grazie agli esseri fatati, che ho deciso di recuperare anche la mini serie TV della BBC America.

Che cosa ne è della magia ai primi dell’Ottocento, in Inghilterra, nel bel mezzo delle guerre napoleoniche? L’opinione comune è che sia sparita, perlomeno la magia di tipo pratico. Quella di tipo teorico, ovvero lo studio dei vecchi testi di magia, è ancora coltivata da un certo numero di eruditi in materia, che tuttavia mai si sognerebbero di metterla in pratica, in quanto è risaputo che “i gentiluomini studiano la magia, ma non la usano”. A scombinare questo tranquillo stato delle cose, arrivano Gilbert Norrell, mago solitario e riservato che custodisce gelosamente il suo sapere magico e la sua impressionante biblioteca di magia, e Jonathan Strange, mago più giovane e autodidatta, ma straordinariamente dotato.  Ben presto i due si ritrovano ad essere gli unici maghi d’Inghilterra, e se il loro rapporto inizia come quello tra un maestro e un allievo (accomunati dal desiderio di mettere il loro sapere al servizio della causa inglese contro i francesi), ben presto le loro differenze li metteranno l’uno contro l’altro. Norrell, infatti, ha una mentalità più chiusa e conservatrice, e aborrisce il pensiero di condividere il suo sapere con altri maghi, nonché l’idea di riscoprire la magia antica e misteriosa dei tempi del leggendario Re Corvo; Strange, invece, curioso e aperto, vorrebbe che tutti potessero avere accesso all’istruzione magica, ma soprattutto vorrebbe esplorare quei sentieri della magia che da secoli non sono stati più battuti ma che sono ancora lì, da qualche parte. Quello che Strange non sa, e che Norrell segretamente sa fin troppo bene, è che ci sono porte che a volte è meglio lasciare chiuse per sempre …

Il libro ha uno stile narrativo e grafico che ricorda gli antichi romanzi ottocenteschi. La penna della Clarke pare rievocare l’eleganza e la raffinatezza espressive di Jane Austen, condite da una sobria ironia tipicamente inglese. La prosa ha un dolce retrogusto romantico con cui ritrae caldi scenari dell’epoca attraverso un’accorta dovizia di particolari. Ecco palesarsi dalle pagine eleganti salotti, lussuose sale gremite di personaggi singolari, pittoreschi borghi di periferia, ma anche lugubri e decadenti scenari dall’atmosfera gotica. In parallelo alla trama si dispiega un lungo apparato di note a piè di pagina che ricostruiscono vicende storiche, vite di particolari individui e approfondimenti su svariati aspetti della magia. Corredano il tutto le tavole in bianco e nero di Portia Rosenberg, il cui tratto si amalgama alla perfezione con l’impianto volutamente retrò del volume.

Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo. Una storia ambiziosa e di ampio respiro che vale la pena leggere, e che accontenterà  di sicuro sia gli amanti del fantasy che quelli del romanzo storico.

Ringrazio Fazi Editore e LainYA per la possibilità di avere letto questo INNOVATIVO romanzo in anteprima, la copertina è semplicemente strepitosa e l’editing impeccabile come sempre. Mi sono follemente innamorato di questa nuova copertina, adoro l’effetto dorato, rende tutto ancora più magico.

Recensione – Il Sovrano della Notte di Tanith Lee

Genere: High Fantasy
Serie: “Ciclo della Terra Piatta”
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Draghi
Pagine: 215

Il Sovrano della Notte è il primo romanzo High Fantasy della raccolta “Ciclo della Terra Piatta” scritta da Tanith Lee ed edita Mondadori per la Collana Oscar Draghi. Questo Drago comprende tre romanzi; Il Sovrano della Notte, Il Sovrano della Morte e Il Sovrano del Miraggio. I libri sono autoconclusivi e consiglio di leggerli secondo l’ordine proposto, anche se le storie possono essere lette in modo indipendente.

“In dialogo con i capisaldi della letteratura fantastica di tutti i tempi, il “Ciclo della Terra Piatta” (di cui la trilogia qui presentata costituisce l’inizio) ripropone la narrazione di vicende non scontate, ispirate a una sintesi tra modelli prestigiosi quali le leggende della tradizione romantica e le novelle orientali nello stile delle “Mille e una notte”. Le “storie concentriche” della Lee, con i loro vari protagonisti – divini o demoniaci, mortali o immortali – trasferiscono fin dai loro esordi lettrici e lettori nel regno dell’epos e delle fiabe, in cui l’amore implica insospettate crudeltà e la discesa nel regno dei morti può anche ammettere il ritorno tra i vivi.”

«Mi riconosci, mio Sovrano dei Sovrani,» chiese l’anima «o mi hai dimenticato
con la stessa facilità con cui mi hai ucciso? Sono Sivesh, che è affogato nei verdi
oceani del mattino perché mi hai odiato: sono io, che ti ho dato solo amore. Le
mie ossa si sono disfatte sul fondo di quel mare, ma io sono rimasto in questa caricatura di forma umana, poiché anche al cancello amorfo dell’Aldilà, ti amavo ancora, tu che mi hai disconosciuto e ucciso, e il mio amore mi ha legato al mondo.»

Buongiorno amici lettori, quello che vi propongo oggi è un romanzo Fantasy che mi ha lasciato decisamente spiazzato. Conoscevo l’autrice grazie ai diversi premi vinti e sapevo della sua scomparsa dagli scaffali delle nostre librerie, solo leggendola mi sono reso conto dell’enorme mancanza e della “grave” perdita per noi lettori. Questo primo romanzo de “Ciclo della Terra Piatta” mi ha lasciato veramente estasiato, ho apprezzato ogni parte del racconto seppur complesso e non immediato. In qualche modo mi ha ricordato, nonostante la storia è completamente differente, “Il Silmarillion” o ad ogni modo un opera Tolkieniana. Un racconto decisamente fiabesco, anche se le tematiche e la terminologia è a dir poco da fiaba.

Molto tempo fa, quando la Terra era Piatta, bellissimi dei indifferenti vivevano nell’arioso regno della Terra Superiore, curiosi demoni appassionati vivevano nell’esotico regno del Sottosuolo, e i mortali erano relegati a esistere nel mezzo. Azhrarn, Signore dei Demoni e dell’Oscurità, era colui che governava la Notte, e molte vite mortali furono cambiate a causa dei suoi crudeli capricci. Eppure, Azhrarn custodiva nel suo cuore demoniaco un profondo mistero che avrebbe cambiato per sempre il tessuto stesso della Terra. Entra in questo mondo antico di oscurità brillante e bellezza, di palazzi scintillanti e esseri meravigliosi ed eleganti, di passioni crudeli e amore eterno. Scopri la meraviglia esotica che è la Terra Piatta.

Il Sovrano della Notte è un romanzo insolitamente strutturato; composto da tre libri con due parti contenenti tre storie ciascuna (chiaro vero?!). Le due parti in ogni libro sono almeno vagamente collegate, e le tre storie in ogni parte tendono ad essere strettamente collegate anche se non necessariamente seguono sempre lo stesso personaggio. Nonostante sia una raccolta di racconti alquanto disparati, la fine si lega al primo libro e le sotto-storie generali all’interno del romanzo sono collegate attraverso un personaggio. In questo primo libro, Azhrarn Principe dei demoni, ha un ruolo di “protagonista” in ciascuna di esse. In quanto tale, non è un romanzo con una trama chiara/fluida o un personaggio principale centrale (sebbene prominente in tutto il libro, i racconti non sono esclusivamente focalizzati su Azhrarn). Queste storie sono fiabesche, piene di stregoni e magia, re e regine, sacerdoti e sacerdotesse, missioni e morali. I personaggi e i loro obiettivi sono piuttosto semplici, e non tutte le storie hanno un lieto fine: a volte la perseveranza viene premiata, ma altre volte i finali sono agrodolci o tragici.

Considerando che non è un libro con uno sviluppo approfondito del personaggio, sono rimasto sorpreso da quanto mi sia piaciuto leggere Il Sovrano della Notte. È oscuro con una ricca prosa, storie avvincenti e racconti d’inganno. Presenta un personaggio ricorrente che contiene molto di più di ciò che compare a prima vista. Anche se non privo di difetti, l’ho adorato e non vedo l’ora di leggere altri racconti de Il Ciclo della Terra Piatta.

Ci rivediamo il 26 Novembre per la seconda tappa del Review Party con Il Sovrano della Morte.

Ringrazio come sempre Mondadori ed Oscar Draghi per la copia in anteprima e per avere riportato questa formidabile autrice in Italia. Come sempre queste edizioni sono meravigliose, la copertina rigida è bellissima e sono altrettanto splendide le copertine dei singoli romanzi. Mi piace tantissimo l’idea di avere copertine che separino l’inizio del romanzo anche all’interno dei DRAGHI.

Recensione – Odissea Infernale di Elisa S. Amore

Genere: Fantasy/Paranormal Romance
Serie: “Dark Tournament”
Editore: DreamInkes Publishing
Pagine: 388

Odissea Infernale è il primo romanzo della trilogia Fantasy/Paranormal Romance “Dark Tournament”. Scritto da Elisa S. Amore edito DreamInkes Publishing. La serie comprende, Odissea Infernale, Paradiso Perduto e Eteno Limbo (prossimamente). Autrice conosciuta in Italia e amata anche all’estero per la famosissima serie Touched.

“Sotterranei e Streghe sono nemici sin dall’inizio dei tempi − bene contro male in una continua lotta per la contesa di anime umane. I Sotterranei, o Angeli della Morte, vogliono farle trapassare in Paradiso, le Streghe vogliono portarle con sé all’Inferno, il loro oscuro regno. Drake è un Sotterraneo. Da quando ha perso la sua fidanzata Stella, molti anni fa, è diventato uno spietato Giustiziere o, come lo definiscono i suoi fratelli, uno “Sciupa Anime”. Dovrebbe limitarsi a uccidere i mortali che gli vengono assegnati e accompagnare la loro anima nell’aldilà, ma Drake preferisce assicurarsi che il loro trapasso sia piacevole. Finché lui stesso non rimane ucciso e finisce all’Inferno, prigioniero nel castello delle Streghe. Le mura del castello, però, non tengono solo lui dentro −tengono tutto il resto fuori. In fondo, dev’esserci un motivo per cui lo chiamano ‘Inferno’, e Drake non ha intenzione di scoprire quale sia. Quando però scopre che anche Stella è laggiù, da sola e in grave pericolo, la sua paura svanisce. Deve trovarla, non importa quali pericoli o creature mostruose dovrà affrontare per riuscirci. Drake è determinato a fare tutto ciò che è in suo potere per salvarla, ma il viaggio di ritorno verso casa non sarà per niente facile…”

«Quelle sono Torquinie. Contengono un liquido ricco di acqua e proteine.»«Allora facciamone scorta.» Afferrai un fiore dallo stelo e lo tagliai, ma si disintegrò tra le mie mani. Guardai Stella, alzando i palmi per discolparmi. «Sono stato delicato, giuro.»Lei sorrise e il volto le si illuminò. «Non è colpa tua. Non puoi staccare una Torquinia dalla sua radice. Inoltre, il nutrimento è tutto qui, vedi?» Scostò le foglie per mostrarmi i minuscoli rigonfiamenti sul lungo stelo, che alla base si riunivano in una piccola bolla. «Fai come me.» Stella costrinse il fiore ad aprirsi e mi indicò la sottile cannuccia al suo interno. Vi appoggiò le labbra, gli occhi fissi nei miei, e io ne rimasi stregato. «Fa’ attenzione a non strappare i petali o il fiore appassirà.» si raccomandò.

Buongiorno amici lettori, il romanzo che vi propongo oggi è il primo capitolo di una nuova serie Fantasy/Paranormal Romance tutta italiana. Come accennavo prima, autrice italiana, ma conosciuta e amata in tutto il mondo grazie alla sua prima serie Touched. Ho sempre ammirato le splendide copertine della serie, ma tra una lettura e l’altra me la sono lasciata sfuggire. Posso dire di aver finalmente incontrato lo stile magnetico, accattivante e a volte piccante di Elisa. Ho esaurito le pagine di questo libro in un soffio e…… cosa molto inusuale per me, ho rischiato di divorare anche il secondo capitolo. Ho placato la mia ingordigia solo per diluire l’attesa verso il capitolo finale. Mi sono appassionato a questa storia sin dai primi capitoli, forse invasi di termini/concetti nuovi da imparare, ma una volta ingranata la marcia è stata una lettura gradevole in cui perdersi e confondersi nel mondo o meglio inferno creato. Romanzo sulle note di Hunger Games con una love story a La Storia Fantasticaaaaaaaaaaaaaaaa <3.

Una decina di Streghe, una sola vera Regina degli inferi, una lotta continua per accaparrarsi il potere. Le megere vivono in un oscuro castello e si dilettano facendo combattere tra loro i propri campioni. Accalappiatrici di anime, che trasformano le anime dei morti in paladini che si sidano in un Arena. L’Opalion, un campo di battaglia modificato e cambiato a loro piacimento ad ogni nuovo scontro. Le due Streghe protagoniste della sfida possono intervenire nei giochi dando il loro sangue al campione, aumentandone le capacità; modificando lo scenario per mettere in difficoltà e/o tentare l’avversario. A capo della congrega c’è la Regina, l’unica a tenere le vere redini del gioco e piegarle al proprio volere. Le regole sono molto semplici: combatti per la tua Strega o muori per lei. Il protagonista è Drake, un ex Soldato della Morte, o Sotterraneo, che finisce all’inferno, succube della Strega Kreeshna che lo obbliga ad essere il suo campione combattendo per lei contro gli schiavi delle sue Sorelle. Una spietata lotta infinita per una parvenza di “vittoria”. Nonostante i continui scontri, Drake è ormai abituato a questa nuova “vita” e lui continua senza un vero scopo. Tutto cambia quando la Strega gli riporta alla mente Stella, la donna che gli ha rubato il cuore molto tempo prima. Anche lei è dispersa all’inferno e Drake decide di scappare dal castello per tentare di trovarla e di salvarla, prima che anche lei finisca tra gli artigli delle Streghe. Quella che il nostro protagonista incontra non è la stessa donna che conosceva; questa nuova Stella è forte, temeraria e per nulla in difficoltà. La cosa più sconcertante è che Stella non ricorda Drake e lui farà il possibile per riconquistarla e sbloccare ricordi della vita precedente perchè non ha mai smesso di amarla.

Un primo capitolo davvero interessante, scorrevole, oscuro e allo stesso tempo cosparso di romance. Adesso lascerò sedimentare tutte le cose apprese di questo nuovo mondo per poi catapultarmi tra le pagine del secondo capitolo. In realtà ho già letto qualche capitolo del secondo romanzo, ma davvero non possooooooooooooo, aspetterò la data di uscita del terzo romanzo! Consigliato a tutti gli amanti dei romanzi Paranormal, ma non adagiatevi troppo, l’azione è dietro l’angolo.

Ringrazio Elisa per l’invio della copia, grazie per avermi catturato con il tuo stile e per avermi permesso di entrare nel tuo mondo.

Recensione – Il Maialino di Natale di J. K. Rowling

Genere: Fantasy
Editore: Salani Editore
Pagine: 320

Il Maialino di Natale è il nuovo e straordinario romanzo Fantasy ideato per bambini (ovviamente adorato da TUTTI) di J.K.Rowiling, illustrato da Jim Field, edito Salani Editore.

“Jack adora il suo maialino di pezza, Mimalino, detto Lino. È sempre lì per lui, nei giorni belli e in quelli brutti. Una vigilia di Natale, però, succede una cosa terribile: Lino si perde. Ma la vigilia di Natale è il giorno dei miracoli e delle cause perse, è la notte in cui tutto può prendere vita… anche i giocattoli.
Jack e il suo nuovo pupazzo, il Maialino di Natale (fastidioso sostituto fresco di negozio), si imbarcano in un piano audace. Insieme intraprenderanno un viaggio mozzafiato nella Terra dei Perduti, dove ‒ con lʼaiuto di un portapranzo parlante, di una bussola coraggiosa e di un essere alato di nome Speranza ‒ cercheranno di salvare il miglior amico che Jack abbia mai avuto dal terribile Perdente: un mostro fatto di rottami che divora ogni cosa…”

“Tutto può accadere nella notte dei miracoli e delle cause perse…”

Buongiorno amici lettori, eccmi tornato a parlarvi di una nuova incredibile avventura che ho avuto il piacere di leggere in anteprima. Sto parlando de “Il Maialino di Natale”, la nuova magica creazione della pluripremiata scrittrice del maghetto più famoso al mondo, Harry Potter. E’ stato davvero incredibile tornare a leggere quest’autrice, la sua penna inconfondibile, la semplicità e la capacità di regalarfe grandi emozioni mi hanno colpito fin da subito e regalato delle piacevoli ed indimenticabili ore di lettura. Sulla copertina è presente un cartonato con su scritto “da uno dei più grandi narratori al mondo” uno specchietto delle allodole per attirare il lettore e invogliarlo a comprare il libro. Questa volta è difficile discutere, stiamo parlando di Zia Gio e vi posso garantire che è REALMENTE così, niente illusioni o magie è veramente un’autrice FORMIDABILE.

Jack e il suo amato maialino morbidoso, Mimalino sono stati inseparabili nelle più svariate avventure, anche durante il difficile e doloroso divorzio dei suoi genitori. Jack si ritrova ad affrontare situazioni a lui sconosciute ed ostili; un trasloco, una nuova casa e una nuova scuola. Quando Lino si perde, Jack è distrutto, prova a cercarlo disperatamente in ogni dove e si ripromette che farà di tutto per riportarlo a casa. Durante la vigilia di Natale, una notte di miracoli, Jack si sveglia e scopre che le cose e gli oggetti inanimati possono parlare e gli riferiscono che il suo amico è stato rimpiazzato con un nuovo maialino di pezza. Lino è stato inviato nella Terra dei Perduti e deve essere portato a casa prima che un’entità terrificante e che odia gli umani chiamata Perdente possa mangiarlo. Jack però non è solo in questa corsa contro il tempo, ha il sostituto di Mimalino, il nuovo “Maialino di Natale”, che colpito dall’affetto del bimbo per Lino, decide di aiutarlo.

Piacevolissima lettura da proporre ai bambini (e non solo) per trascorrere delle rilassanti ore in compagnia. Inutile elogiare lo stile, le descrizioni, i personaggi e la storia in se dell’autrice. Tutti conosciamo molto bene le sue ottime qualità, se dovessi essere puntiglioso, trattandosi di un libro “natalizio” manca proprio di la MAGIA del NATALE. Sicuramente ricco di emozioni, sentimenti e tematiche molto valide ed importanti. Consigliato come dicevo per trascorrere delle piacevoli ore coi propri figli o per gli amanti dell’autrice, ma mi sarei aspettato qualcosa sul significato del Natale.

Ringrazio Salani Editore per un’anteprima davvero speciale; un editing impeccabile, traduzione decisamente accurata e a permettere che la magia prenda realmente vita, le bellissime illustrazioni di Jim Field.