Recensione – The Ones. La Profezia di Veronica Roth

Genere: Fantasy
Serie: “The Ones”
Editore: Mondadori
Collana: Fantastica
Pagine: 396

The Ones. La Profezia dei Prescelti è il primo romanzo di una nuova serie Urban Fantasy Adult di Veronica Roth, “The Ones”, edita da Libri Mondadori per la collana Fantastica. Attualmente non si hanno grandi notizie riguardo ai volumi della serie, ma sicuramente è certo che il romanzo è già stato opzionato per una trasportazione cinematografica.

“Fin dalla sua prima comparsa, l’Oscuro non ha fatto che generare panico e caos. Entità malefica incredibilmente potente, ha provocato eventi catastrofici capaci di radere al suolo città intere e spezzare migliaia di vite innocenti.Gli unici in grado di sconfiggerlo, a quanto scritto in una profezia, potrebbero essere cinque ragazzini, Sloane, Matt, Ines, Esther e Albie, i Prescelti. Prelevati dalle loro case da un’agenzia governativa, vengono sottoposti a un training durissimo in cui viene insegnato loro l’uso della magia, indispensabile per affrontare la missione che li attende. La lotta con l’Oscuro prosegue per anni, ma alla fine ne escono vincitori.Tutto il mondo a questo punto può tornare piano piano alla normalità… tutti tranne loro, soprattutto Sloane, che più dei compagni fatica a rimettersi in sesto. I segreti che nasconde non solo la tengono agganciata al passato ma la allontanano inevitabilmente dalle sole quattro persone al mondo in grado di capirla. Subito dopo la celebrazione del decimo anniversario della gloriosa vittoria sull’Oscuro che vede ancora una volta riuniti i cinque Prescelti, accade l’impensabile: uno di loro muore. E quando i restanti quattro si riuniscono per celebrarne il funerale, fanno una tremenda scoperta: hanno commesso il grave errore di sottovalutare l’Oscuro. Il suo obiettivo finale, infatti, è sempre stato molto più grande di quanto loro, il governo e persino la profezia avessero previsto, e questa volta resistergli potrebbe costare a Sloane e ai suoi compagni molto più di ciò che hanno ancora da dare…”

“La natura è sanguinosa e nel suo insieme, favorisce la forza rispetto alla compassione.”

Come ho letto la trama di questo nuovo romanzo della Roth non ho potuto far altro di catapultarmici. Il suo primo Fantasy per Adulti ricco di elementi che fanno al caso mio; magia, una profezia, cinque prescelti, un Oscuro da combattere e l’eterna lotta tra Bene e Male. Tuttavia mi sono dovuto ricredere, l’autrice non finisce mai di stupirci, ancora presto per sapere quali saranno i piani per questa serie ma decisamente questo libro non è quello che ci si aspetta. Dieci anni fa, un gruppo di cinque adolescenti apparentemente ordinari ma appositamente selezionati; Sloane, Matt, Ines, Albie ed Esther hanno combattuto e sconfitto una forza malvagia, chiamata l’Oscuro causando la distruzione del mondo. Adesso adulti, ognuno dei cinque sta ancora combattendo i propri demoni come meglio riescono. Soprattutto Sloane. Non è mai stata in grado di affrontare la gloria che è arrivata con la loro vittoria a causa dgli oscuri segreti che continuano a celarsi intorno a lei. Impossibile dato che i ricordi di quell’oscurità la perseguitano a tutte le ore del giorno e della notte. Quando sorge una nuova minaccia dopo la tragica morte di uno dei prescelti, sono costretti a fare i conti con l’evidente realtà che l’idilliaca vittoria non fosse poi tale. Tuffarmi in una nuova lettura di Veronica Roth è stato semplice e sicuro, il suo modo di raccontare storie incredibilmente dettagliate e reali è inconfondibile. Lo stile, i generi utilizzati all’interno della sua storia riesce a catturare i gusti di più lettori; fantasia, magia, supereroi e con sempre un sottofondo politico. Non mancano divertimento ed ironia. Catalogato come Adult, ma a mio parere giusto per l’età anagrafica, sono tutti protagonisti sui 30 anni che però stanno ancora cercando di capire chi sono e trovare il loro posto nel mondo. I personaggi sono un vero mix e con sfaccettature differenti, come dicevo ognuno affronta la “fama” e i traumi a modo proprio. La scelta di utilizzare un unico punto di vista, quello della la protagonista Sloane, non so se sia stata la scelta migliore… ma la serie è solo all’inizio. Il Worldbuilding, l’amata Chicago della Roth è un luogo reale; impregnato di magia e oscurità descritto nel dettaglio come se la magia fosse sempre appartenuta alla città. Lo stile magico utilizzato è differente rispetto al classico difficile da descrivere, direi qualcosa di scientifico ed estremamente figo. La Profezia dei Prescelti è una storia avvincente, di magia e ovviamente un trauma inevitabile; ma chi conosce la Roth può aspettarselo. Tutti pronti a chiedere il sequel a gran voce???

Consigliato quindi ai seguaci dell’autrice, ma anche a chi è curioso di leggere una buona storia ed evadere un po’ dalla realtà.

Recensione – Adventure di Rehema Rosazza

Genere: Fantasy SteamPunk
Editore: La Corte Editore
Pagine: 460

Adventure è il romanzo Fantasy con striature Steam Punk d’esordio di Rehema Rosazza (ReeMEZZhema) edito da La Corte Editore.

“Una nave volante, una ciurma di ragazze e un ribelle scomparso da ritrovare. Il capitano Rhey, orfana adottata dalla città sospesa di Kodoma, ha formato un vero e proprio equipaggio per popolare il vecchio vascello Adventure e prendere il largo, solcando le nuvole, per una nuova avventura. Con in mano un solo indizio arriveranno a navigare tra terre ghiacciate e isole infestate da sirene, fino a precipitare in una terra senza nome dove terribili avvenimenti metteranno a repentaglio la loro amicizia e le loro stesse vite. Insieme dovranno affrontare pericoli, maledizioni, creature fantastiche e incantesimi. Durante le ricerche le ragazze si vedranno coinvolte in una girandola di situazioni imprevedibili: tradimenti e compromessi metteranno alla prova il loro legame rendendole più unite che mai. Riusciranno a salvare il capo dei ribelli disperso e a unirsi contro un nemico che minaccia di sottomettere ogni terra e riconquistare la libertà?”

“Un veliero sempre in viaggio le era parso il modo più rapido per conoscere tutto e oltre.”

Una nave volante che solca i cieli tra nuvole e terre sospese in aria, capitanata da Rhey affiancata dalla sua seconda BB e il resto della ciurma, composta da otto ragazze. Dieci protagoniste donne tutte differenti tra loro ma ben assortite ed arruolate dalla stessa Rhey. Dico dieci protagoniste perché l’autrice è stata molto brava a valorizzare ognuna delle ragazze; nonostante le più marcate siano Rhey, goffa e maldestra e BB, più responsabile e coscienziosa. Ad ogni modo i differenti caratteri, modi di pensare e agire come dicevo sono un punto di forza per questo team, nel momento del bisogno o per affrontare un ostacolo. La vera storia ha inizio quando durante un ballo in maschera il capo della ribellione e la sua consorte vengono rapiti, da qui parte la nostra avventura in quanto il salvataggio del capo dei ribelli è importante per le ragazze che condividono stessi ideali verso il nemico comune l’Unico Impero, minaccia per tutte le terre indipendenti. Durante il viaggio sono molte le meraviglie cui si trovano davanti le nostre ragazze, terre affascinanti e incantevoli. Un imprevisto fa precipitare la nave su una terra poco ospitale e a loro sconosciuta; popolata da creature inospitali, dove incantesimi e maledizioni metteranno a dura prova la loro amicizia fino la vita stessa. Tra lucidità e finzione, il dovere ha la meglio, il salvataggio del capo dei ribelli. Un nuovo romanzo Fantasy tutto italiano che rispecchia ogni elemento per gli amanti del genere; avventura, magia, creature fantastiche, combattimenti, ammaliante worldbuilding e tanti colpi di scena. Come spesso dico la quarta di copertina è molto riduttiva, questa storia è veramente scorrevole, piacevole e originale. (ammetto che pure la mia recensione dice poco di più; ma gli imprevisti e i colpi di scena come il confronto tra le ragazze sfiorerebbe lo SPOILER). Il cuore, credo di poter ipotizzare, sia l’amicizia e il GIRLPOWER (molto azzardato) ma ben riuscito, ripensando ai grandi classici con navi e pirati, dove spesso le donne non sono ammesse.

Consigliato a lettori che cercano una buona e valida lettura, anche non amanti del genere Fantasy. Un elogio alla bellissima copertina di Francesca Resta (niji707)

Recensione – Ballata dell’Usignolo e del Serpente di Suzanne Collins

Genere: Distopico
Serie: “Hunger Games”
Editore: Mondadori
Collana: Fantastica
Pagine: 480

Ballata dell’Usignolo e del Serpente (19 Maggio) è un romanzo prequel appartenente alla serie Hunger Games, scritta da Suzanne Collins edita da Mondadori per la collana Fantastica. La trilogia iniziale è composta da Hunger Games (2009), La Ragazza di Fuoco (2010) e Il Canto della Rivolta (2012).

“E’ la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi”.

“L’ambizione lo alimenterà. La competizione lo guiderà. Ma il potere ha un suo prezzo”.

In quanto anteprima mondiale non mi sento di dire molto di più rispetto alla trama, è decisamente esaustiva e accattivante così com’è. Anche perché vorrei evitare spoiler e il linciaggio generale. Preparatevi a leggere questo libro in una tirata unica, non riuscirete a posarlo. Lo stile dell’autrice lo conosciamo assolutamente tutti, una visione globale dei personaggi anche dal punto di vista psicologico che come per i precedenti romanzi vengono descritti in modo eccezionale. Conosceremo un diverso Coriolanus Snow, non come cattivo della storia, ma da un punto di vista più eroico; i suoi ricordi, il suo vissuto e le scelte che lo hanno condotto a trasformarsi nel “presidente” che conosciamo. Successivamente nuovi personaggi, tra i più interessanti; i sofisticati componenti della famiglia Snow, il capo degli strateghi, inventore dello show/giochi, svariati mentori appartenenti ad altri distretti e ovviamente la ragazza del distretto 12, Lucy Gray un membro addetto all’intrattenimento musicale. Il Worldbuilding non ha granché spazio, anche se ci viene fornito qualche dettaglio in più su Panem, l’università “forgia” strateghi e il distretto 13, più ovviamente qualche saltuario episodio all’interno di altri distretti. Intrighi, lotte, tradimenti, sotterfugi e macchinamenti non possono mancare. Ah dimenticavo…. L’Arena e……. il Canto! Il mondo di Hunger Games è stato realizzato così sorprendentemente che i lettori sono stati lasciati alla disperata ricerca di ulteriori informazioni sui “Giorni Bui” che seguirono la fallita ribellione di Panem per anni. Ora, quei tempi cruciali sono stati trasformati in un nuovo avvincente romanzo che mescola le cose che abbiamo amato nella trilogia originale e nuovi avvincenti elementi che lo rendono un thriller Fantasy potente e mozzafiato. Assolutamente imperdibile. Molti si sono ritenuti delusi dalla scelta dell’autrice nel dedicare il romanzo al giovane Coriolanus Snow, decisamente il personaggio più odiato nella serie Hunger Games e vederlo ora sotto una luce più eroica. Personalmente sono rimasto piacevolmente soddisfatto, questo romanzo da molte spiegazioni e “contenuti extra” sulla trilogia originale. Mi sentite urlareeeeeeeeeeeeeeeeeeeee?! Informazione che non metto mai nelle recensioni, tempo di lettura 67 ore circa per 480 pagine. Gli EpicFantasy forgiano! Livello lettore AVANZATO. Leggetelooooooo.

Come sempre, ma mai in modo banale, ringrazio Mondadori per aver portato da noi contemporaneamente con l’uscita mondiale questo romanzo. La copertina identica all’originale, strepitosa, già di per sè fa un lavoro straordinario nel catturare il conflitto, sia interno che esterno, trovato nel cuore di Ballata dell’Usignolo e del Serpente.

Recensione – Poison Fairies. La Guerra dei Moryan di Luca Tarenzi

Genere: Urban Fantasy
Serie: “Poison Fairies”
Editore: Acheron Books

Poison Faeries – La Guerra dei Moryan è una trilogia Urban Fantasy scritta da Luca Tarenzi edita Aceronbooks. La serie comprende ; Poison Fairies – La Guerra della Discarica; Poison Fairies – Il Re delle Macerie e Poison Fairies – La cosa più Pericolosa.

“Per i minuscoli Moryan la vita nella discarica di rifiuti umana è durissima, tra il pericolo mortale dei gabbiani, la difficoltà nel procacciarsi il cibo, e le faide con le altre tribù del Piccolo Popolo. E come se non bastasse, battono ormai tamburi di guerra. Il furto di una batteria per auto da parte di Cruna, Verderame e Disgelo ai danni degli odiati Boggart ha creato il casus belli. Re Albedo affronta la situazione ma ben presto il conflitto si allarga anche alla tribù dei Silfi. Ormai è un tutti contro tutti: si sfaldano alleanze e se ne creano di nuove, vecchi nemici ritornano, si cerca persino l’aiuto dei misteriosi Sotterranei… finché Cruna, Verderame e Disgelo non propongono un ultimo, disperato piano suicida. Mentre sulla discarica avanza, imperscrutabile, la titanica ombra degli Umani…”

“Anni fa mi hai scaricato sulla terra, perché non servivo a niente. Oggi mi hai detto la verità, e mi hai offerto di diventare come te. Come voi. E se era il tuo modo per fare ammenda, per darmi un posto dove stare, allora non hai capito davvero niente. Io ce l’ho, un posto. E non grazie a te. Mi hai offerto una vita come la tua, fuori dal tempo. Mi hai offerto l’immortalità. Hai tentato di togliermi la morte, cara madre ritrovata. Hai tentato di togliermi l’unica cosa che mi fa sentire vivo”.

In questo romanzo ci troviamo all’interno di una discarica popolata da esseri fatati incredibilmente piccoli (fate, goblin, boggart, slaugh, sirene). Questi formano il Popolo dei Moryan da sempre in lotta tra le differenti tribù per la sopravvivenza e delimitare i confini della discarica. Si tratta, quindi, di un popolo ormai arrivato al collasso anche a causa della mancanza di cibo, all’imminente arrivo dell’inverno e alla costante minaccia dell’uomo. Si aggiunge alla mia lista infinita di libri FAE, Poison Faeries, piacevole sorpresa scritta da un autore tutto italiano. Ribadisco il mio infinito amore per le FATE che siano appartenenti al popolo Seelie, Unseelie o alle Terre Selvagge. L’autore ci presenta un Piccolo Popolo, crudele, sadico e maligno ergo direi che ricadiamo negli Unseelie. Trilogia curata minuziosamente nel dettaglio; storia semplice ed accessibile a tutti, singolare ambientazione, creature/personaggi ben costruiti e interessanti il tutto condito da una buona dose di epicità.

Poison Fairies – La guerra dei Moryan è un romanzo Urban Fantasy incredibilmente coinvolgente e ben narrato, complimenti all’autore. Consigliato a tutti gli amanti del Fantasy che vogliono tuffarsi in un’avventura diversa, non fatevi ingannare dalle FAERIES, come volgete lo sguardo altrove….. BAAAAAM.

Recensione – Falce di Neal Shusterman

Genere: Distopico
Serie: “Trilogia della Falce”
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Pagine: 360

Falce è il primo volume di una serie Distopica/YA, “Trilogia della Falce”, scritta da Neal Shusterman edita Mondadori per la collana Oscar Fantastica. La serie comprende; Falce (2020), Tunder Head (Ottobre 2020) e The Toll (2019Eng).

“Un mondo senza fame, senza guerre, senza povertà, senza malattie. Un mondo senza morte. Un mondo in cui l’umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. A occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un’immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale. Il Thunderhead non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti. Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l’efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere “spigolato”. In termini meno poetici: ucciso. Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette”.

“La speranza all’ombra della paura è la motivazione più potente del mondo”.

Nei primi capitoli conosciamo i due protagonisti che non hanno proprio granchè in comune; Citra proveniente da famiglia piccola, che è pronta a sostenere ogni sua scelta e Rowan che vive in una famiglia numerosa e complessa dove lui è solo uno dei tanti. Eppure tutte e due si ritrovano ad essere scelti dal Maestro Faraday, Falce Faraday, per diventare suoi apprendisti. Solo uno diventerà una Falce a tutti gli effetti, ma entrambi dovranno sostenere l’apprendistato.
Attraverso lo svolgimento della storia ci viene presentato l’incredibile worldbuilding, a mio parere il vero punto di forza di questo libro. La narrazione dell’autore è davvero magistrale; è riuscito a creare una sorta di distopia “inversa”, perché è una distopia quasi felice, è un mondo che funziona molto bene, con qualche piccola esclusione, come si scoprirà durante la lettura, ma comunque molto più funzionale e con cittadini più felici e collaboranti rispetto alla solita distopia. L’umanità è riuscita a sconfiggere la fame, la guerra, la povertà, la malattia e nessuno muore più per davvero, se non grazie all’intervento delle Falci. Si è raggiunta una sorta d’immortalità e tutte le grandi scoperte sono già raggiunte, nulla è più un tabù per la popolazione. La cosa che viene a mancare, molto bravo l’autore a renderlo costante all’interno della storia è la mancanza di forza/volontà di rinnovarsi, di scoperta e di creatività. La società si ritrova in un perpetuo periodo di stallo senza più avanzare o retrocedere. L’autore è veramente bravo a dosare descrizioni, momenti adrenalinici e momenti più rilassati dove scopriamo e conosciamo meglio i personaggi mentre la storia piano piano si dipana. Come detto all’inizio, anche se il romanzo inizia in modo abbastanza lento, alla fine mi ha davvero sorpreso e conquistato, superato il piccolo scoglio dei primi capitoli non sono più riuscito a staccarmi e ho dovuto terminare tutto nel minor tempo possibile. DOVEVO assolutamente sapere cos’ha in mente l’autore per i prossimi capitoli.

Se volete provare un Distopico/YA diverso dal solito, originale, con una storia che vi terrà incollati alle pagine e con un’ambientazione talmente vera da mettere i brividi, brrr, direi proprio che questo romanzo fa per voi! Stra consigliato!

Recensione – Primordia. L’Ascesa di J.A. Wingdale

Genere: Fantasy
Serie: “Primordia”
Editore: Independently published
Pagine: 278

Primordia. L’Ascesa è il primo volume di una serie High Fantasy scritta da J. A. Wingdale

“Sono passati trent’anni da quando Venohr ha distrutto l’Alleanza e il mondo non ha ancora smesso di bruciare. Ombre calpestano la terra, sussurrano nel buio, trasformano la carne. E gridano. Fendra lo sa bene, è per questo che si è arruolata ad Asterya. Per combattere i mostri. Ma essere un Aster non basterà a proteggerla dal dolore, perché l’oscurità si nasconde nei luoghi più impensati. Inizierà così un viaggio pericoloso al fianco dei compagni di una vita e imparerà che la verità è questione di punti di vista. Tra combattimenti e incantesimi, creature e trafficanti di magia nera, Fendra scoprirà che non tutto è come sembra e che non tutti possono essere salvati. Primordia non è più un luogo sicuro. Combatterai con Asterya o cadrai preda delle ombre?”

<<Oh! Non credevo fosse possibile, insomma, voglio dire…>> <<Da quando vivo ad Asterya, ho rivalutato la mia idea di impossibile.>> <<L’hai sempre fatto, Fendra. Per te l’impossibile è sempre stato solo una sfida.>>

Questo primo romanzo ci catapulta subito nel bel mezzo dell’azione in vero stile Gioco di Ruolo Fantasy dove sono presenti le differenti classi; mago, guaritore, guerriero ecc… Ognuno con la sua arma e il suo tipo di attacco combatte contro mostri a non finire. I diversi personaggi hanno abilità proprie, indispensabili le une per gli altri, come in una vera squadra un “party”. Facciamo così la conoscenza della nostra protagonista; Fendra, una Aster che si prepara all’Accademia per diventare guerriero. Drewan un arciere e William il secondogenito del re. Asterya è ormai da anni un regno pacifico, il più protetto in tutta Primordia, ma le barriere difensive cominciano a cedere permettendo all’oscurità di intrufolarsi tra le mura. Proprio durante una festa per celebrare la forza e l’indipendenza di Asterya, dall’oscurità giunge un attacco da parte di devastanti mostri, le Dhrek Morhn. Queste orrende creature sono il frutto dell’utilizzo di magia nera proveniente da pietre nere utilizzate da stregoni provenienti dal regno di Venhor. Questo regno è pieno di pietre nere estratte dalle miniere e usate dagli stregoni a proprio vantaggio per creare il proprio esercito d’oscurità, contagiando in primis loro stessi ma anche tutta la popolazione. Durante un attacco da parte di questi mostri la madre di Fendra rimane ferita e contagiata, in mancanza di frammenti neri a disposizione, utilizzati proprio come antidoto all’oscurità, la madre muore. La ragazza cade in uno stato catatonico, incapace di reagire a qualsiasi stimolo esterno, le viene proposta una difficile impresa, tramite uno dei pochi frammenti di pietra rimasti risalire alla fonte della sua produzione e all’oscurità che si nasconde dietro tutto. Sarà in grado Fendra di lottare contro l’oscurità che si diffonde e dilaga in tutta Primordia?! Ogni volta, a mio parere, quello che fa la differenza in un buon romanzo Fantasy sono le descrizioni e l’accuratezza con le quali si fanno; senza pesantezza o prolissità ma il giusto in modo da potersi immedesimare e toccare con mano; ambientazione, luoghi, personaggi, creature e magia. L’autrice è stata molto brava in questo; nella caratterizzazione dei personaggi, decisamente non scontati e ben assortiti, adoro Fendra e la sua caparbietà. L’ambientazione sia nel descrivere vasti luoghi aperti che in spazzi ristretti è decisamente ottima; l’Accademia ad esempio, ho avuto la percezione di toccare la pietra, gli archi e le finestre che mi venivano descritte. Lo stile è semplice, come accennavo prima, da vero gioco di ruolo, una trama e una narrazione pratica e veloce, mai pesante e ricca di azione. I combattimenti descritti nel dettaglio proprio come gli spostamenti di una pedina sul tabellone da gioco. La magia è accattivante; quest’oscurità, questo male che come un morbo dilaga e divora tutta Primordia, popolazione compresa. E le creature, come sapete sono sempre il mio punto debole…. Fantastiche. Un libro che difficilmente si riesce a posare una volta iniziato, il mondo attorno si arresta e vieni inglobato nella storia.

Sono assolutamente soddisfatto, consigliato a tutti gli appassionati del Fantasy, ma anche delle belle storie ricche di azione. Ora sono in attesa del seguito; sono tutti cavoli tuoi Giulia, mi aspetto un secondo capitolo di un livello ancora superiore. Grazie per questa lettura molto GDR, la meravigliosa copertina, la stupenda mappa e tutto il giga lavoro di editing che hai fatto e stai facendo per il tuo romanzo, ho guardato giorno per giorno i tuoi sacrifici, le prove di stampa ecc… un lavoro NOTEVOLE. Brava.

Recensione – La Nona Casa di Leigh Bardugo

Genere: Fantasy Adult
Serie: “Alex Stern”
Editore: Mondadori
Collana: Fantastica
Pagine: 396

La Nona Casa è il primo romanzo della serie “Alex Stern” Fantasy Adult di Leigh Bardugo, edito da Libri Mondadori per la collana Fantastica. Recentemente l’autrice ha espresso il desiderio di voler proseguire la serie, inizialmente considerato romanzo autoconclusivo.

Galaxy “Alex” Stern è la matricola più atipica di tutta Yale. Cresciuta nei sobborghi di Los Angeles con una madre hippie, abbandona molto presto la scuola e, giovanissima, entra in un mondo fatto di fidanzati loschi e spacciatori, lavoretti senza futuro e di molto, molto peggio. A soli vent’anni, è l’unica superstite di un orribile e irrisolto omicidio multiplo. Ma è a questo punto che accade l’impensabile. Ancora costretta in un letto d’ospedale, le viene offerta una seconda possibilità: una borsa di studio a copertura totale per frequentare una delle università più prestigiose del mondo. Dov’è l’inganno? E perché proprio lei? Ancora alla ricerca di risposte, Alex arriva a New Haven con un compito ben preciso affidatole dai suoi misteriosi benefattori: monitorare le attività occulte delle società segrete che gravitano intorno a Yale. Le famose otto “tombe” senza finestre sono i luoghi dove si ritrovano ricchi e potenti, dai politici di alto rango ai grandi di Wall Street. E le loro attività occulte sono più sinistre e fuori dal comune di quanto qualunque mente, anche la più paranoica, possa immaginare. Fanno danni utilizzando la magia proibita. Resuscitano i morti. E, a volte, prendono di mira i vivi.

“Mors irrumat omnia”. La morte ci fotte tutti”.

Alex è una matricola a Yale, ma non è come il resto dei suoi compagni di classe: non ha il denaro, i voti o il grado sociale per adattarsi a un’istituzione d’élite. Recentemente è stata l’unica sopravvissuta di un orribile omicidio multiplo che ha coinvolto il suo fidanzato spacciatore. Non è certo un ottimo biglietto da visita per farla entrare in una delle più prestigiose università, ma quello che Alex ha è la capacità di vedere i fantasmi. E questo è bastato ad aprirle le porte. Alla Yale, i fantasmi si chiamano Grigi, e sono ovunque, specialmente intorno alle società segrete in cui i ricchi e potenti eseguono rituali occulti oscuri per diventare ancora più ricchi e potenti. E Alex è stata reclutata per essere un nuovo membro della Lethe, un’organizzazione di controllo che dovrebbe mantenere in linea le otto Case del Velo (occulto) della Yale. La sua capacità di vedere i Grigi è così rara e così preziosa che, in cambio dei suoi servizi, la Lethe è disposta a offrirle un “soggiorno completo”. La Nona Casa è il primo romanzo per adulti della magnifica Leigh Bardugo, questo è il tipo di libro che si suppone venga letto alle 2 del mattino, sotto le coperte, con una torcia in mano e succulenti spuntini a portata di mano da poter sgranocchiare. È così coinvolgente che, leggendolo, mi sono sentito tirato indietro nel modo in cui leggevo da bambino, rannicchiato con un libro e scomparendo così tanto nelle sue pagine che non sembrava possibile che qualsiasi altra cosa al mondo fosse mai esistita. L’unica cosa che mi passava per la testa era la stregata, corrotta e magica Yale di Bardugo, e Alex Stern, che lottava per riuscire nella sua impresa. La narrazione dell’autrice è sempre eccelsa; ricca di dettagli e particolari davvero succulenti e lussuosi, non manca il macabro, l’oscuro e la magia. I personaggi sempre ben caratterizzati e forti sono facili da amare. Le ambientazioni, in questo caso la Yale, sembra una specie di foresta incantata popolata da FATE; un luogo fantastico ugualmente invitante e minaccioso.

Questo libro lo stra consiglio; coinvolgente, oscuro e raccapricciante. E’ impressionante la bravura e la capacità dell’autrice di adattarsi perfettamente ad ogni genere che sceglie di scrivere; si notano le chiacchiere, i consigli e i pomeriggi trascorsi con le sue colleghe (sarò fissato ma noto alcune influenze di Holly Black come dei Sarah J Maas per altri romanzi). Leigh Bardugo. Il nome è esaustivo, una delle migliori autrici di Fantasy (YA o Adult) degli ultimi anni.

Recensione – Serpent & Dove. La Strega e il Cacciatore di Shelby Mahurin

Genere: Fantasy
Serie: “La Strega e il Cacciatore”
Editore: HarperCollins
Pagine: 528

Serpent & Dove. La Strega e il Cacciatore è il primo volume della serie Fantasy/YA “Serpent & Dove” scritto da Shelby Mahurin, edito HarperCollinsit. La serie comprende; Serpent & Dove. La Strega e il Cacciatore (2020), Blood and Honey (Settembre 2020 in Eng) e da poco è spuntata un ipotesi, praticamente certa, di un terzo volume.

“Una strega e un cacciatore di streghe legati nel sacro vincolo del matrimonio. Quella storia poteva andare a finire in un unico modo: un palo e un fiammifero. Due anni fa, Louise Le Blanc è fuggita dalla sua congrega e si è rifugiata a Cesarine, rinunciando a ogni forma di magia e vivendo di furti ed espedienti. Perché in quella tetra città le streghe come lei fanno paura. Vengono braccate. E mandate al rogo.
Reid Diggory è un cacciatore, ha giurato fedeltà alla Chiesa e da sempre vive secondo un unico, ferreo principio: uccidere le streghe. La sua strada non avrebbe mai dovuto incrociare quella di Lou, ma un perverso scherzo del destino li costringe a un’unione impossibile: il santo matrimonio. Ma anche se quella tra le streghe e la Chiesa è una guerra antica come il mondo, un nemico crudele ha in serbo per Lou un destino peggiore del rogo. E lei, che non può cambiare la propria natura e nemmeno ignorare sentimenti che stanno sbocciando nel suo cuore, si trova di fronte a una scelta terribile.”

“Ci sono cose che non possono essere cambiate con le parole. Alcune cose devono essere viste. Altre devono essere percepite.”

Da un paio di anni Lou è una ladra, vive insieme a Coco nel soppalco di un teatro e per vivere sgraffigna, imbroglia e ruba.
Il suo interesse si è spostato su un anello magico che può proteggerla da un pericoloso nemico, ma ottenerlo è più complicato del previsto.
Lou è anche una strega, una Dame Blanche, come Coco, che però è una Dame Rouge.
Essere una strega è pericoloso, ma anche essere semplicemente una donna non garantisce tanta sicurezza.
Le streghe sono perseguitate e messe al rogo, sono considerate il nemico, il male assoluto, le amanti del diavolo e per la Chiesa devono essere bruciate.
Il compito di catturarle è affidato agli Chasseurs, cavalieri della Chiesa con una forte morale. Il Capitano degli Chasseurs Diggory, giovane promettente e abile, che però si è fatto scappare per due volte la ladra dagli occhi verdi-azzurri e le lentiggini.
Finché non se la ritrova addosso al teatro. In una posizione compromettente. Che li costringe a sposarsi. Allo stesso modo Reid odia Lou per averlo costretto al matrimonio, avergli rovinato la vita, l’onore e la reputazione. La loro unione improbabile mette entrambi a dura prova, ma laddove sembrano esserci muri che li separano, arderanno lentamente fiamme che accenderanno una passione inaspettata. Lou resta però una strega e Reid un cacciatore… La trama è davvero bella e coinvolgente, con personaggi ben caratterizzati e se parliamo di ambientazione, si poteva fare di più. La cosa che più mi ha colpito sono i diversi tipi di streghe, le Dames Blanches, come Lou, la cui magia deriva dall’esterno, dalla natura, che poi deve essere bilanciata, quindi subiscono la reazione dei percorsi che scelgono; le Dames Rouge, come Coco, la cui magia deriva da dentro, dal loro sangue. La narrazione è incedibile, fluida e scorrevole, alleggerita dalle battute di Lou e dal costante imbarazzo in cui mette Reid. Ancora una volta il cuore, il significato grosso del romanzo sono le diversità e il concetto d’inferiorità che viene invertito e valorizzato.

Estremamente consigliatoooooooooo.
“Serpent & Dove” è un bel fantasy, semplice ed emozionante, che unisce il romance all’azione, alla crescita dei personaggi e allo svolgimento storico e magico. Il tutto è amalgamato perfettamente, permette al lettore di rimanere sempre attento e interessato alla storia e alle emozioni che trasmette. Sarà una tortura dover aspettare la pubblicazione del secondo capitolo.

Recensione – Il Mare senza Stelle di Erin Morgenstern

Genere: Fantasy
Editore: Fazi Editore
Collana: LainYA
Pagine: 600

Il Mare senza Stelle è un romanzo Fantasy autoconclusivo di Erin Morgenstern edito da Lainya.

“Zachary Ezra Rawlins è uno studente del Vermont che un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria. Mentre lo sfoglia, affascinato da racconti di prigionieri disperati, collezionisti di chiavi e adepti senza nome, legge qualcosa di strano: fra quelle pagine è custodito un episodio della sua infanzia. È soltanto il primo di una lunga catena di enigmi. Una serie di indizi disseminati lungo il suo cammino – un’ape, una chiave, una spada – lo conduce a una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e infine in un’antica libreria sotterranea. Là sotto trova ben più di un nascondiglio per i libri: ci sono città disperse e mari sterminati, amanti che fanno scivolare messaggi sotto le porte e attraverso il tempo, storie bisbigliate da ombre. C’è chi ha sacrificato tutto per proteggere questo regno ormai dimenticato, trattenendo sguardi e parole per preservare questo prezioso archivio, e chi invece mira alla sua distruzione. Insieme a Mirabel, un’impetuosa pittrice dai capelli rosa, e Dorian, un ragazzo attraente e raffinato, Zachary compie un viaggio in questo mondo magico, attraverso miti, favole e leggende, alla ricerca della verità sul misterioso libro. Ma scoprirà molto di più.”

“Siamo tutti storie e polvere di stelle”

La prima cosa che ho notato de Il Mare senza Stelle è l’inizio vertiginoso vero e proprio della storia già dalla prima pagina, non ci sono perdite di tempo e prologhi inutili. Sei nel libro dalla prima frase. Zachary Ezra Rawlins è il protagonista che trova un libro dove descrive un giorno specifico della sua infanzia. La curiosità lo porta a New York, dove incontra Dorian e Mirabel. Attraversa il porto e il Mare senza Stelle, oltre a una serie di altre storie e passaggi che si intrecciano con i suoi per tutta la durata del libro. Un’ape, una chiave e una spada sono simboli di una battaglia molto più grande, in cui Zachary si è trovato coinvolto. I capitoli rimbalzarono tra il presente e le sezioni di Dolci Rimpianti o altre storie in qualche modo collegate al Mare senza Stelle. Alcuni sono lunghi solo una pagina, altri sono fiabe intricate con simboli e metafore con cui ti affanni e cerchi di rimanere al passo per non scordare dettagli (storie bellissime, forse un po’ troppe). È un racconto lento che gioca con la nostra percezione della realtà e con la fantasia. Facilmente intuibile che questo è un romanzo diverso. Non è il solito Fantasy o una avventura fantastica, è un libro a sé, unico, poetico, magico, incantevole. Questo romanzo è dedicato a tutte le persone che vivono di libri, di storie, di racconti e non possono farne a meno. Questo mondo magnifico al di sotto del grigio mondo in cui viviamo, è il sogno di qualsiasi lettore. È un mondo ricco di storie, fatto di storie, che vive di storie, in cui miti e leggende prendono vita se si ha il coraggio (e l’opportunità) di attraversare la porta giusta. L’importante è non perdersi, o forse lo scopo è proprio smarrirsi tra alberi pendenti di chiavi di ogni tipo e misura, statue realistiche, fantasmi in sale da ballo, api, miele e un incessabile ronzio che racconta di una storia che cerca il suo finale. Lo stile dell’autrice è ammaliante, coinvolgente e ricco di significato, anche le parole o simboli più semplici, assumono un valore potente. Il protagonista, Zachary è l’esatta versione di ogni booklover; è un giovane uomo che non ha mai perso la speranza di trovare la sua porta, che non ha mai smesso di sognare un altro mondo, non ha mai smesso di leggere e vivere delle storie che assorbiva. Una nostra versione libresca che continuiamo a leggere libri su libri su mondi sconosciuti e fantastici, per poter vivere, almeno per qualche giorno, avventure incredibili e magiche. Sarà facilissimo, quindi, comprendere il suo smarrimento, lo stupore, l’angoscia e la speranza, perché sono le stesse sensazioni che ci accompagnano durante tutto il romanzo. Il Mare senza Stelle è uno di quei libri da leggere tutto d’un fiato (nonostante la fatica nel seguire il filone principale, interrotto dalle innumerevoli storie), come se fosse un lungo e incantevole sogno da cui non vorremmo più svegliarci.

Consiglio questo romanzo agli amanti dei libri e della lettura; originale, creativo e pieno di simboli e significati. Dovessi mai trovarmi di fronte ad una porta dipinta su di un muro, su una roccia o sul pavimento sicuramente sono già con la mano sul pomolo pronto per girarla ed entrare.

Recensione – Il Priorato dell’Albero delle Arance di Samantha Shannon

Genere: Epic Fantasy
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Pagine: 800

Il Priorato dell’Albero delle Arance (2019) è un High Fantasy, autoconclusivo, scritto da Samantha Shannon (già conosciuta per la serie “The Bone Season”) edito da Mondadori per la collana Oscar Fantastica.

“La casa di Berethnet ha regnato su Inys per mille anni ma ora sembra destinata a estinguersi se la regina Sabran IX non si sposerà e darà alla luce una figlia. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra della corte. A vegliare segretamente su Sabran c’è Ead Duryan, adepta di una società segreta che, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys…”

“Nell’equilibrio tra il sopra e il sotto, risiede la precisione dell’universo. Dalla terra ascende il fuoco, la luce discende la cielo. Troppo del primo infiamma il secondo, e in questo risiede l’estinzione dell’universo.”

Questo romanzo è ambientato in un mondo sull’orlo della guerra e diviso da tensioni politiche e religiose tra Est e Ovest. La guerra in arrivo è scatenata dal risorgere di un’antica minaccia: i draghi dell’Ovest, esseri che sputano fuoco e bramano potere con una lunga storia di violenze contro gli umani alle spalle. Ad Est, invece, i draghi sono creature completamente diverse. Vengono venerati come dèi, sono associati all’acqua e vivono nei pressi di mari e fiumi. Due potenze contrapposte, bene e male. Il punto di vista della storia verrà narrato da quattro personaggi diversi, le cui vite si intrecceranno per giungere insieme alla resa dei conti finale. La narrazione si dipana tramite quattro punti di vista molto diversi tra loro ma ben caratterizzati. Abbiamo Tanè, una ragazza con la forte ambizione di diventare un Cavaliere dei Draghi che vive nell’isola di Seiiki, nei territori dell’Est. C’è poi Niclays, un alchimista esiliato sulla minuscola isola di Orisima dopo aver ingannato Sabran, la Regina del regno di Inys, nell’Ovest. La terza Ead, dama di compagnia alla corte della Regina Sabran ma anche segretamente una maga con il potere di controllare il fuoco. L’ultimo, ma non meno importante è il nobile e fedele Loth, migliore amico di Sabran. Quest’ultima è anch’essa una delle protagoniste principali di questa vicenda. Sabran è legata alla tradizione per cui deve concepire una figlia e non interrompere la dinastia dei Berethnet perché è quello l’unico modo per tenere a bada la minaccia draconica. Sono tutti personaggi solidi, ricchi di qualità ma anche debolezze, sono umani ed estremamente realistici. Portano con loro segreti e grandi ambizioni, sono fedeli e lottano per i loro ideali. Uno degli aspetti più affascinanti del libro sono i draghi; quelli dell’Ovest e dell’Est, i quali hanno caratteristiche completamente diverse e contrapposte. I draghi dell’Ovest (rappresentano il male) sono creature molto violente e si presentano nella classica forma mitologica: creature enormi e sputa fuoco. Ad Est (rappresentano il bene), invece, i draghi sono creature completamente diverse e si ispirano molto alla cultura cinese e giapponese. Hanno un contatto diretto con l’uomo e in particolare con i loro Cavalieri, uomini e donne addestrati per guidarli in battaglia. I draghi dell’Ovest e dell’Est sono degli opposti, come il bene e il male. Il WorldBuilding è qualcosa di straordinario; diviso tra Ovest, Est e Sud, con innumerevoli regni e domini. Tra i più importanti vi sono il Regno di Inys, un Reginato, il Regno Draconico di Yscalin dove si trova il malvagio Re Sigoso; il Dominio di Lasia a Sud, nel quale si trova il Priorato dell’Albero delle Arance, ad Est, la già nominata Seiiki e l’Impero dei Dodici Laghi, guidato da Dranghien VI, l’Imperatore Incessante. Ogni angolo di questa terra è perfettamente studiato, niente viene lasciato al caso. Ogni regno ha una propria lingua, ci sono culti e religioni diverse, un diverso modo di pensare e vedere le cose. Il sistema magico al quale veniamo pian piano introdotti nel romanzo si rifà ad uno dei concetti principali dell’Ermetismo: così sopra come sotto. In questo caso il “sotto” si riferisce al potere del fuoco dei draghi e delle viverne, che viene dal centro della terra. Il “sopra”, invece, è la magia delle stelle, dalla quale vengono generati i draghi dell’Est. Il mondo in costante equilibrio tra bene e male. Si nota il grande studio e le ispirazioni dell’autrice, nell’ideare questo romanzo; la più evidente è senza dubbio la storia di San Giorgio e il Drago, modernizzata e con un’impronta femminista. Il Priorato dell’albero delle Arance è un romanzo High Fantasy come cercavo da tempo; ricco, complesso ma esaustivo. Il mondo creato è vivido, i dettagli non sono mai lasciati al caso, i personaggi sono unici, profondi e forti. Il sistema magico è sbalorditivo e originale, così come lo sono le due razze draconiche. Samantha Shannon ha scritto un vero e proprio capolavoro, evidente lo studio approfondito dietro al suo romanzo. Se siete amanti del genere e avete fame di una storia ricca di temi importanti, intrighi politici, personaggi forti e draghi, questo è sicuramente il libro che fa per voi.

Romanzo consigliato e bellissimo. Il Natale è alle porte, quindi fatevi un regalo; compratelo e LEGGETELO.